Ferentino – Il tempo non cancella l’amicizia, la quinta A si ritrova dopo 33 anni

Irene Mizzoni
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La cena della vecchia quinta A non è stata una semplice rimpatriata, ma un vero salto nel tempo. Trentatré anni cancellati in un istante.

Si sono ritrovati a Ferentino, lì dove tutto è cominciato: nell’istituto che li aveva accolti nel 1988, quando erano ancora ragazzi. Dopo i primi racconti e gli aneddoti, il tempo si è fermato, per qualche ora è tornato quel periodo, fino al 1993. Sono riapparsi quei ragazzi con i loro sogni, le inquietudini, le paure e quella leggerezza tipica di chi ha tutta la vita davanti. Guardarsi negli occhi, riconoscersi, abbracciarsi. E sentire, insieme, l’orgoglio per ciò che si è diventati, senza dimenticare ciò che si era. Un’emozione profonda, autentica, un vero patrimonio dell’anima da custodire. Per settimane qualcuno si è messo sulle tracce di tutti: telefonate, messaggi, contatti recuperati nel tempo. Alla fine sono stati rintracciati tutti e 22 gli ex studenti, oggi sparsi in diverse città d’Italia. Quasi tutti hanno risposto presente. Solo tre, per impegni e impedimenti personali, non hanno potuto partecipare, ma il loro pensiero ha comunque attraversato la serata, come se fossero seduti a tavola insieme agli altri. Nessuno sa perché siano serviti 33 anni per ritrovarsi. Ma una certezza c’è: quei ragazzi non se ne sono mai andati davvero. Hanno continuato ad accompagnare ciascuno nel proprio cammino, offrendo forza e serenità anche nei momenti più difficili. Forse oggi, nel tempo della maturità, c’era semplicemente il bisogno di tornare lì, a quell’età sospesa, per riabbracciare la parte più vera di sé. Perché il tempo passa, le strade si dividono, ma certi legami restano. E quando si ritrovano, basta uno sguardo per sentirsi di nuovo a casa. Anna Ammanniti
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