Giro di vite a Colleferro: guida in stato di ebbrezza e munizioni illegali, pioggia di denunce nel weekend

Irene Mizzoni
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Controlli a tappeto tra Colleferro, Artena e Valmontone. Nel mirino guida in stato di ebbrezza, possesso illegale di munizioni e violazioni al Codice della Strada: sanzioni per oltre 5.000 euro.

Non si allenta la morsa dei Carabinieri della Compagnia di Colleferro sul territorio della Valle del Sacco. Durante l’ultimo fine settimana, i militari hanno messo in campo un imponente dispositivo di sicurezza a largo raggio, volto a contrastare l’illegalità diffusa e a garantire una movida sicura ai cittadini dei comuni di Colleferro, Artena e Valmontone.

​Il bilancio dell’operazione parla chiaro: quattro persone denunciate, tre patenti ritirate e sanzioni amministrative che superano i 5.000 euro.

​Il fronte della sicurezza stradale è stato quello più caldo. I controlli notturni hanno permesso di individuare diversi conducenti pericolosi:

A Montelanico, i Carabinieri sono intervenuti su un incidente autonomo scoprendo che il conducente, un 31enne locale, guidava con un tasso alcolemico tre volte superiore al limite. A Gavignano è stato fermato un 25enne di Paliano con un tasso alcolico doppio rispetto al consentito, mentre a Valmontone i militari del NORM hanno sanzionato un neopatentato di Cave, rimasto coinvolto in un sinistro e risultato positivo all’alcoltest. Un 43enne di Anagni è stato intercettato a Colleferro mentre guidava nonostante la patente revocata. Per lui è scattata una multa da 5.000 euro e il sequestro del veicolo per la confisca.

​L’attività dell’Arma si è estesa anche alla verifica della detenzione di armi e munizioni. A Segni, i Carabinieri hanno denunciato un uomo di 70 anni: durante un controllo mirato, i militari hanno rinvenuto munizioni mai denunciate alle autorità. La posizione dell’anziano è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Velletri.

​L’operazione non è stata un caso isolato, ma parte di una strategia di prevenzione consolidata dal Comando Provinciale di Roma. La presenza massiccia delle pattuglie nei luoghi di aggregazione e sulle arterie principali punta a innalzare la percezione di sicurezza e a scoraggiare condotte che mettono a rischio la pubblica incolumità.

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