Ferentino – Villa in affitto a cento euro al mese, preside truffato

Marina Mingarelli
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Preside di Ferentino, proprietario di una bellissima villa ubicata alle porte della città, truffato da una coppia di conviventi che avrebbe consegnato all’agenzia delle Entrate di Frosinone un falso contratto di locazione per l’immobile e per il quale pagavano soltanto 100 euro mensili.

Si tratta di un uomo di 54 anni e della compagna di 31 entrambi residenti del posto. La vicenda risale al 2019 quando il preside, una persona molto conosciuta e stimata nella città gigliata, era stato avvicinato dalla coppia che si era offerta di prestare una assistenza morale e materiale all’anziano che viveva da solo. La figlia per motivi personali si era dovuta allontanare da Ferentino. L’imbroglio è venuto fuori quando il preside, nell’agosto del 2019 muore. Soltanto in quel momento il tutore della figlia, che aveva il ruolo di rappresentarla, scopre che quella villetta era abitata dai due conviventi. A quel punto si reca presso l’agenzia delle Entrate per prendere visione del contratto. E proprio in quel frangente scopre che l’immobile era stato affittato per la modica cifra di 100 euro mensili. Ma non è tutto. Il contratto era stato stipulato per quattro anni e tacitamente rinnovabile per egual periodo. Va da sé che attraverso quel contratto il danno arrecato alla figlia del preside era stato piuttosto considerevole. Il canone d’affitto per una villa del genere, disposta su due piani ed immersa nel verde poteva variare dai 1500 a 2000 euro mensili. Per tale motivo la donna, rappresentata dagli avvocati Giampiero Vellucci ed Emanuele De Vita ha fatto scattare la denuncia per il reato di truffa. Secondo il tutore la firma di quel contratto non era riconducibile al titolare dell’immobile. L’anziano tra l’altro era proprietario soltanto per tre quarti dell’immobile, quindi anche la figlia a cui spettava un quarto, avrebbe dovuto essere interpellata. Ma così non era stato. Dubbi e sospetti che andavano certamente dissipati attraverso indagini mirate. Per tale motivo la procura della repubblica ha avviato una inchiesta. E proprio un collegio di periti ha riscontrato che la firma su quel contratto risulterebbe apocrifa. Nello specifico il defunto preside. non avrebbe sottoscritto alcun documento. Nei giorni scorsi c’è stata la chiusura delle indagini. Adesso gli avvocati di fiducia Nadia Patrizi ed Alfredo Frasca avranno venti giorni di tempo per presentare le loro memorie difensive e chiedere un eventuale interrogatorio per i loro assistiti. Ovviamente adesso dovranno lasciare immediatamente la villa nella quale vivono. Mar.Ming,
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