I controlli dei Carabinieri del NIL e delle Stazioni locali hanno interessato Rieti, Cittaducale, Amatrice, Antrodoco e Rivodutri. Nel mirino cinque imprenditori e due coordinatori della sicurezza. Multe per oltre 26.000 euro.
Non si ferma l’azione di contrasto alla piaga degli infortuni sul lavoro nella provincia di Rieti. Negli ultimi venti giorni, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Rieti, supportati dai militari delle Stazioni territoriali, hanno passato al setaccio numerosi cantieri edili del territorio, focalizzando l’attenzione sui comuni di Rieti, Cittaducale, Amatrice, Antrodoco e Rivodutri. Il bilancio dell’operazione è pesante: sette persone deferite all’Autorità Giudiziaria, due attività imprenditoriali sospese e sanzioni per un totale che supera i 26.000 euro. Le verifiche dei militari hanno portato alla luce una serie di gravi carenze strutturali e gestionali che mettevano a repentaglio l’incolumità degli operai. Nello specifico, le denunce a carico di cinque imprenditori edili sono scattate per: utilizzo di ponteggi non idonei e opere provvisionali non a norma; mancata protezione contro i rischi di natura elettrica; esecuzione di lavori in quota senza le necessarie misure per prevenire il rischio di caduta dall’alto. Nei guai sono finiti anche due professionisti, coordinatori per la sicurezza in fase di esecuzione. Secondo i Carabinieri, i due avrebbero omesso di verificare l’applicazione delle disposizioni previste dal Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), venendo meno al loro ruolo di vigilanza per la prevenzione degli infortuni. Oltre alle violazioni sulla sicurezza, i controlli hanno fatto emergere piaghe legata all’irregolarità contrattuale. Per due delle aziende ispezionate è scattato il provvedimento di sospensione immediata dell’attività. I motivi? Gravi carenze sulla sicurezza ma anche l’impiego di tre lavoratori “in nero”, privi di qualsiasi tutela assicurativa e previdenziale. I controlli rientrano in una più ampia strategia di vigilanza finalizzata al contrasto dello sfruttamento lavorativo e del caporalato, nonché al rafforzamento del rispetto delle normative vigenti. L’Arma dei Carabinieri ha già fatto sapere che l’attività di monitoraggio non si ferma qui: il piano di prevenzione proseguirà senza sosta nei prossimi giorni, estendendosi anche ad altri comparti produttivi della provincia reatina per garantire che il lavoro sia, prima di tutto, sicuro e legale.
