Riportiamo la replica del cliente “indignato” per l’aumento del caffè.
“Premesso che ho presentato querela per calunnia in risposta della denuncia a mio carico, con tanto di testimoni oculari. Vorrei raccontare i fatti, che non sono proprio questi. Ho riportato il caffè al negozio non per un euro di aumento, che mi sembra una cosa abbastanza stupida, ma solo perché la negoziante aveva detto alla mia dipendente che mi faceva pagare di più il caffè perché aveva litigato con me precedentemente e che mia moglie è tirchia e lo sconto non glielo faceva. Sono andato al negozio del caffè e ho chiesto indietro i miei soldi, lei mi ha risposto con una parola che non voglio neanche ripetere e di riflesso ho preso la scatola e l’ho buttata sul bancone sopra le caramelle. Lei ha preso una scatola e me l’ha ributtata. Io ho solamente buttato una scatola di caffè che pesa 200 grammi sopra le caramelle, tutto quel danno non l’ho fatto io, sicuramente lo ho creato lei e ho dei testimoni. Questo è quello che è successo. Poi sono andato in caserma dato che mi aveva fatto una denuncia per minacce. Non so quale siano queste minacce e allora ho fatto la mia denuncia per calunnia, alla quale seguirà una querela fatta dall’avvocato con i tre testimoni che hanno già compilato la loro deposizione. Adesso devo decidere solo se mandare avanti o meno. Poi vediamo chi ha più da perdere. Inoltre smentisco che ho cercato di investire la donna nei pressi della caserma dei carabinieri. Ci sono le telecamere che provano quanto affermo”. Anna Ammanniti LEGGI ANCHE: Anagni – Non accetta il rincaro sul caffè, distrugge negozio | TG24.info
