Editoriale – Sora: il regalo di Natale, dipendenti comunali senza stipendio ne tredicesima

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) La produttività 2018 per i dipendenti del comune di Sora è un miraggio da tempo. A nulla è valsa l’agitazione sindacale, la valanga di riunioni e gli impegni presi dal sindaco, dai politici e dal dirigente responsabile. Tutte chiacchiere!!!

Il Fondo 2018 resta un mistero e le somme dovute ai lavoratori, di fatto, un tabù. Nessuna cifra concreta si delinea all’orizzonte per i dipendenti e meno che mai un euro in più, ma è solo l’inizio. Accanto alla totale bagarre legata al Fondo, negli ultimi giorni, arriva anche “un inaspettato regalo” di Natale. Sembra che a diversi dipendenti, non è chiaro a quanti, non sia stato pagato né stipendio relativo al mese di dicembre né tredicesima. Non si capirebbe bene il motivo e neanche perché a chi si e a chi no. In giro si parlerebbe di difficoltà di bilancio e di liquidità, ma è solo una voce. Di fatto i lavoratori sarebbero in attesa e non saprebbero cosa pensare ne come organizzarsi con le tante scadenze e le rate da pagare. Per intere famiglie sono davvero problemi, mentre chi comanda sembra “riderci” su e sottoscrive un altro mutuo che indebiterà i sorani per ulteriori 500mila euro. Debiti che si sommano ad altri debiti, tutti dovuti all’incapacità di amministrare. Così ai mutui già fatti (per il golf, per la pista ciclabile, per l’asfalto di alcune vie cittadine) si aggiunge anche quest’ultima “mazzata finale” che contribuisce a lasciare Sora in ginocchio. E pensare che i responsabili di questo sfacelo sono gli stessi già pronti a ricandidarsi. Povera Sora! Il nuovo è già vecchio prima di concretizzarsi. Talmente impegnati a ripiazzarsi prima di ora, pensano ad avere soltanto un risultato migliore e considerano la possibilità di vincere ancora in un contesto di incoerenza completa. Perché la maggioranza sta con l’opposizione e l’opposizione sta con la maggioranza, in un un gioco a rimpallo dove ognuno non vuole mollare il suo orto o lotta per avere di più. Alla fine appare evidente che non interessa ad alcuno né Sora e né tantomeno i sorani. Così dopo mesi di live e di fiumi di parole sulla pandemia e sul distanziamento, arriva Tajani e si banchetta in Comune (vedi foto), dimenticando quanto predicato e raccomandato più volte. E questo solo per cominciare. Si potrebbe parlare per ore. Basta soltanto dire che la biblioteca é chiusa da tempo senza alcuna prospettiva a differenza delle altre realtà del Lazio. Sora oramai è allo sbando quasi fosse uno Stato a sé, dove una politica priva di logica e capacità dilaga oramai incontenibile, creando danni senza fine e pregiudicando irrimediabilmente il futuro. Di più non si può!!! Alessandro Andrelli
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