Zingaretti libera le esternalizzazioni, il sindacato Ugl sul piede di guerra. “Le attività mediche delle strutture sanitarie- scrive la presidente Ugl Rosa Roccatani in una nota- , non possono essere esternalizzate o comunque affidate a soggetti esterni (persone fisiche o giuridiche) diversi da quelli destinatari dell’autorizzazione all’esercizio e dell’accreditamento istituzionale”.
“Conseguentemente – dichiara Rosa Roccatani dell’Ugl in una nota- , possono essere esternalizzate o comunque affidate a soggetti esterni (persone fisiche o giuridiche) le sole attività di servizi generali di supporto (servizi: cucina, lavanderia, sterilizzazione, disinfezione) nonché quelli di trasporto infermi e frigo emoteca.”; REVOCA ALTRESÌ, IL PUNTO 1) DELL’ALLEGATO “1” (punto 0.2 ’allegato “c”) DEL DECRETO N. U0008 DEL 10.2.2011,che in merito alla “Gestione delle risorse umane”, dispone : “E’ indispensabile che tutti i ruoli e le posizioni funzionali siano ricoperti da personale in possesso dei titoli previsti dalla normativa vigente.”, “Fatti salvi i casi diversamente disciplinati dal presente provvedimento, tutti i ruoli e le posizioni funzionali previsti nelle strutture sanitarie devono essere ricoperti da personale proprio della struttura, in possesso dei titoli previsti dalla normativa vigente, escludendo il ricorso all’esternalizzazione o comunque all’affidamento dell’attività o parti di essa a soggetti esterni (persone fisiche o giuridiche) Con tale provvedimento, se bene interpretato dalla UGL sanità, cessano obblighi e regole disciplinanti il SSR e la sanità pubblica assume definitivamente connotato privatistico .A significare, liberalizzazione all’esternalizzazione del servizio sanitario pubblico – liberalizzazione di tutti i ruoli e delle posizioni funzionali previste. A significare che, la REVOCA delle citate norme, abrogano l’ultimo tassello che garantiva stabilità lavorativa e diritti dei lavoratori professionisti. A significare un salto indietro di almeno 60 anni, forsanche di più, quando il posto di lavoro lo assicurava il politico di turno, in cambio della rinuncia della libertà politica ideologica>.
