Vicalvi – Un Castello da salvare, scoppia il caso anche sul web

Caterina Paglia
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Scoppia il caso dei fantomatici lavori di messa in sicurezza e rifacimento del paramento esterno del Castello di Vicalvi, risalente al IX secolo, quando le monache del convento di San Nicandro lo utilizzavano come rifugio.

Oggi l’antico maniero appare agli occhi dei passanti come un cantiere aperto, dove la storia e l’architettura sono le vittime innocenti di interventi discutibili. In seguito alle motivazioni avanzate dal sindaco Gabriele Ricciardi sulla sospensione dei lavori e l’abbattimento di un muro di cinta, si sono rincorsi numerosi commenti da parte dei cittadini di Vicalvi e della valle di Comino anche sui social network. Ma oggi riportiamo la prima risposta documentata che l’architetto ed insegnante Antonio Iacobelli ha pubblicato sulla pagina “Casalvieri e dintorni: angoli nascosti”, con tanto di planimetria delle fasi costruttive. “Preciso che la planimetria è opera della dottoressa Antonia Pasqua Recchia – spiega Iacobelli – già pubblicata in ‘Storia della Città’. La struttura demolita fa parte della cerchia muraria contrassegnata con il n.2, datata al XIV secolo. Ma a prescindere dalla datazione, quel muro perde, demolendone una parte, la patina del tempo e l’unità coloristica con le quali la sua immagine è giunta fino a noi, in perfetta assonanza con tutto il resto dell’edificio. Non mi sembra affatto una buona scelta quella di distruggere un manufatto di un’altezza che supera i 2,5 metri e di oltre 1 metro di spessore che, peraltro, non si avvicina assolutamente ad una macera posticcia. Il sindaco di Vicalvi sostiene che il muro sarebbe crollato da solo a causa della spinta della vegetazione. Ma ci vogliamo prendere in giro? La foto da me inviata evidenzia un taglio netto, dalla sommità fino a quota terreno, utilizzato per il transito dei mezzi. Dunque, non offendiamo ulteriormente la comune intelligenza. In quanto alla sospensione dei lavori, una giustificazione ci sarà se, a seguito dell’esposto di un cittadino, gli enti preposti hanno ritenuto di dover fermare tutto. Sarebbe interessante conoscere l’oggetto dell’esposto”. Caterina Paglia
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