Colpo di scena nel processo per corruzione che vede imputati gli avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia. Il teste dell’accusa rettifica le proprie dichiarazioni.
Il commercialista Alberto Pavan trasmette una formale rettifica alla presidente del Collegio. Al centro la convocazione nell’ambito delle investigazioni difensive: una circostanza inizialmente negata e ora confermata. Per gli avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia, una conferma di quanto sostenuto fin dall’inizio del procedimento.
Una novità destinata ad avere un peso nel dibattimento è arrivata dal dottor Alberto Pavan, commercialista di Domodossola e teste dell’accusa, che ha trasmesso una formale rettifica delle dichiarazioni rese nel corso del procedimento, indirizzandola alla presidente del Collegio giudicante, dott.ssa Palmieri.
La rettifica riguarda in particolare una circostanza sulla quale, nel corso del processo, si era sviluppato un punto di contrasto: il rapporto tra il professionista e gli avvocati Scaccia e, soprattutto, l’eventuale convocazione del dottor Pavan nell’ambito di investigazioni difensive.
La prima versione e la successiva rettifica
Nel corso della sua deposizione, il dottor Pavan aveva inizialmente negato di essere stato convocato dagli avvocati Scaccia nell’ambito di attività di investigazione difensiva.
Una circostanza che, secondo la prospettazione della difesa, non corrispondeva a quanto effettivamente accaduto.
Successivamente, però, lo stesso teste avrebbe formalmente rettificato quella parte delle proprie dichiarazioni, confermando la circostanza della convocazione nell’ambito delle investigazioni difensive.
La comunicazione è stata trasmessa alla presidente del Collegio per il tramite dell’avvocato Giovanni Bonalumi, legale del dottor Pavan.
Si tratta di una precisazione che assume particolare rilievo proprio perché interviene dopo la deposizione resa in aula e va a modificare un elemento sul quale la difesa degli avvocati Scaccia aveva insistito fin dall’inizio.
Anche un altro passaggio della deposizione era stato già ridimensionato
La vicenda si inserisce in un quadro nel quale, sempre secondo quanto emerso in aula, il dottor Pavan aveva già precisato alcuni aspetti delle proprie precedenti dichiarazioni.
In particolare, il commercialista avrebbe smentito di essere stato informato dai Carabinieri di Domodossola, in occasione dell’elezione di domicilio, circa l’identità della persona che lo aveva denunciato.
Lo stesso teste avrebbe inoltre ribadito di avere sempre mantenuto con gli avvocati Scaccia rapporti cordiali, circostanza che assume rilievo rispetto alla ricostruzione dei rapporti personali e professionali tra i protagonisti della vicenda.
Ora arriva la nuova rettifica, che riguarda proprio quel passaggio relativo alla convocazione per le investigazioni difensive e che, secondo la difesa, confermerebbe la correttezza della ricostruzione sostenuta dagli avvocati Scaccia sin dalle prime fasi del procedimento.
Una rettifica che entra nel processo
La novità, naturalmente, dovrà essere valutata dal Collegio insieme a tutti gli altri elementi acquisiti nel corso del dibattimento.
Ma sotto il profilo processuale e mediatico, la rettifica del teste rappresenta certamente un passaggio significativo: una dichiarazione inizialmente resa in un determinato senso viene successivamente precisata e modificata dallo stesso dichiarante attraverso una comunicazione formale indirizzata al giudice.
È proprio su questo punto che la difesa degli avvocati Scaccia concentra la propria attenzione.
La circostanza della convocazione nell’ambito delle investigazioni difensive, infatti, non sarebbe più soltanto una ricostruzione sostenuta dagli imputati o dai loro difensori, ma troverebbe oggi conferma nella successiva rettifica formalizzata dallo stesso dottor Pavan.
La parola passa al Collegio
Sarà ora il Tribunale a dover valutare il contenuto della rettifica, la sua portata rispetto alle precedenti dichiarazioni testimoniali e la sua eventuale incidenza sull’intero quadro probatorio.
Resta dunque da comprendere quale peso verrà attribuito a questa nuova circostanza nel prosieguo del processo.
Di certo, la vicenda del dottor Pavan aggiunge un elemento nuovo a un procedimento già caratterizzato da passaggi controversi e da ricostruzioni contrapposte.
Per gli avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia, la rettifica rappresenta una conferma importante: una circostanza che avevano sostenuto fin dall’inizio e che il teste, dopo averla inizialmente negata, avrebbe ora riconosciuto formalmente davanti al Collegio per il tramite del proprio difensore.
Sarà il processo, e in ultima istanza il giudice, a stabilire quale effettivo significato attribuire a questa rettifica nell’ambito dell’intera vicenda giudiziaria.
Mar.Ming.

