Novo Nordisk ad Anagni: confermato il maxi-investimento da un miliardo, ora i sindacati chiedono il piano operativo

Un incontro di alto livello a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha sancito ieri un importante passo avanti per il futuro industriale della provincia di Frosinone. Il Ministro Adolfo Urso, affiancato dal Presidente della Regione Lazio e Commissario straordinario per il progetto, Francesco Rocca, ha incontrato Jens Pii Olesen, vice president e general manager di Novo Nordisk Italia.
L’impegno: un polo d’eccellenza per la cura dell’obesità
Al centro del tavolo, il piano di sviluppo del sito di Anagni, che si conferma una pedina fondamentale nella strategia globale della multinazionale danese. L’investimento, stimato in oltre un miliardo di euro, è finalizzato all’ampliamento dello stabilimento per la produzione di farmaci contro le malattie croniche, con un focus particolare sui nuovi trattamenti per l’obesità.
Il progetto, che ha ottenuto il riconoscimento di “strategicità nazionale” dal Consiglio dei ministri nel marzo 2025, punta a fare dell’impianto ciociaro uno dei principali poli produttivi del Gruppo a livello internazionale, coniugando alta tecnologia e sostenibilità ambientale. Le ricadute occupazionali attese sono significative: si parla di circa 400 nuovi posti di lavoro diretti.
Il monito dell’UGL Chimici: “Passare dai proclami alla concretezza”
Se da un lato le istituzioni celebrano la conferma dell’investimento, dall’altro resta alta l’attenzione delle sigle sindacali, preoccupate per le tempistiche e la chiarezza nei confronti dei lavoratori.
Marco Colasanti, Segretario Provinciale dell’UGL Chimici di Frosinone, ha espresso cautela, accogliendo con favore il dialogo ma richiamando le parti alla responsabilità operativa: “Accogliamo con favore l’interlocuzione tra le istituzioni e i vertici di Novo Nordisk. Tuttavia, come sindacato, abbiamo il dovere di essere pragmatici: i proclami non bastano a rassicurare i lavoratori, che oggi vivono con preoccupazione l’incertezza legata al futuro immediato”.
Secondo il sindacalista, la nomina di un Commissario straordinario dovrebbe ora tradursi in una rapidità di esecuzione che metta fine ai dubbi. “Abbiamo l’urgente necessità di visionare quanto prima il piano industriale dettagliato” – ha aggiunto Colasanti. – “È l’unico modo per poter incontrare i lavoratori, metterli al corrente della reale situazione e dare loro le risposte concrete che meritano. La tutela dell’occupazione resta la nostra priorità assoluta”.
La palla passa ora alla fase attuativa: dopo l’incontro romano, il territorio attende di conoscere le tappe temporali certe per l’avvio del cantiere e le modalità di assunzione che coinvolgeranno il tessuto lavorativo locale.