Il silenzio della signora Elia conquista i cuori

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Settimana di trepidazione ed attesa per la città di Sora e per la provincia di Frosinone tutta. Settimana che ha visto l’inizio del processo al “Mostro del Fibreno“, accusato dell’omicidio della professoressa Gilberta Palleschi.
Tanti gli articoli, tante le interviste, tanti i commenti, tante le riflessioni su questo avvenimento, sulle prime decisioni prese, sull’iter processuale, sui possibili risvolti.
Tante le parole usate per spiegare, per non dimenticare, per lottare contro la violenza, per far in modo che non si ripeta mai più una simile crudeltà.
gilbertaTra tutto questo mare infinito di parole, il silenzio della signora Elia, si erge colonna portante, così alta e possente da raggiungere l’infinito.
È un silenzio che racchiude tutto e molto altro ancora, un silenzio di una donna che è più donna delle altre, perché è mamma, è “la mamma” ed, in quanto tale, porta nel cuore un dolore senza eguali. Un dolore che con grande dignità, in silenzio, urla più forte che mai, superando ostacoli di ogni tipo e raggiungendo direttamente i cuori. I cuori di tutta quella gente che vuole vivere senza paura, che vuole essere libera di poter fare una passeggiata senza nessun timore, che vuole sentirsi tranquilla quando permette ad un bambino di giocare nel cortile del palazzo, che vuole essere protetta dalle istituzioni e dalla legge.
Nel silenzio, l’urlo della signora Elia si unisce alle urla di milioni di persone che all’unisono chiedono: “Sia fatta giustizia! Sia duramente condannato il colpevole!”
Attraverso tale giustizia siano rinfrancati gli animi nella consapevolezza che la legge esiste e tutela, proteggendo coloro che, senza colpa, subiscono una tale inaudita violenza.
Coraggio signora Elia, tutti al suo fianco aspettiamo una pena esemplare.

Eugenia Tersigni

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