Regione – Il pericolo viene dagli smartphone: bambini sempre più connessi (e a rischio). Mozione di Italia Viva per promuovere un uso consapevole dei telefonini

Cesidio Vano
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Il numero di bambini, tra i sei e i dieci anni, che posseggono uno smartphone è passato da una percentuale del 23,5% del 2020 a quella del 58,4% nel 2021. Mentre, se nel 2020 erano il 9,2% i piccolissimi sotto i cinque anni di età ad avere l’accesso a uno smartphone, il dato sale a ben il 14,5% nel 2021. Sono dati e numeri che la consigliera regionale del Lazio, Marietta Tidei, del gruppo Azione Italia Viva estrae da una ricerca condotta dall’Università Bicocca di Milano, in collaborazione con la Società europea e italiana di cure pediatriche, a sostegno della sua iniziativa di richiedere a Giunta e presidente della Regione iniziative utili a promuovere un uso consapevole degli smartphone e dispositivi elettronici da parte dei bambini e degli adolescenti.

Oltre alla ricerca della Bicocca, ci sono anche i numeri ressi noti da “Save the Children Italia” a suonare l’allarme: nel nostro Paese, il 78,3% di ragazzi, tra gli undici e tredici anni, si collega quotidianamente a internet e l’età di possesso e utilizzo degli smartphone è in diminuzione, con un notevole aumento nell’uso giornaliero tra i bambini appartenenti ad una fascia di età compresa tra i sei e dieci anni; i dati evidenziano come “l’uso intensivo di smartphone e soprattutto l’accesso ai social media stia generando gravi disagi di ansia sociale, depressione e comportamenti compulsivi nel 13,5% dei nostri giovani”. “È necessario promuovere iniziative utili a rendere più consapevole l’uso degli smartphone e dei dispositivi elettronici da parte dei bambini e degli adolescenti” afferma la consigliera Tidei che ha presentato, in Consiglio regionale a Roma, un’apposita mozione finalizzata ad impegnare il governatore del Lazio e la Giunta a implementare “nel territorio regionale le misure di contrasto al fenomeno favorendo, attraverso un’alleanza concreta che coinvolga famiglie, educatori e istituzioni, l’individuazione di percorsi, ivi compresi quelli normativi, volti a tutelare il benessere dei giovani nel rapporto con il mondo digitale”. A sostegno della necessità di intervenire su tale fenomeno, Tidei ricorda anche le recenti ricerche che confermano “un uso crescente e non sempre consapevole di smartphone e di altri dispostivi elettronici da parte di adolescenti, bambini piccoli e molto piccoli anche nel nostro Paese” un fenomeno in crescita “intensificatosi durante la fase della pandemia” che starebbe “facendo peraltro registrare un moltiplicarsi di disagi a carico di bambini e adolescenti che, se non opportunamente controllati da persone adulte e tecnologicamente alfabetizzate, rischiano di entrare liberamente a contatto con contenuti che potrebbero risultare addirittura dannosi per lo sviluppo e la crescita”. Cesidio Vano
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