(di Dario Facci) Medici sul piede di guerra annunciano lo sciopero per lunedì prossimo. Fanno sul serio e sono sicuri che, pur garantendo tutti i servizi, la partecipazione allo sciopero del prossimo 18 dicembre sarà massiccia.
I medici, il personale sanitario e i veterinari del servizio pubblico hanno deciso che il tempo delle parole è finito e che per salvare il Servizio Sanitario Nazionale si deve passare ai fatti. Lo hanno ripetuto più volte questa mattina, durante la conferenza stampa presso Palazzo Ripetta, i segretari nazionali delle sigle AAROI EMAC, FASSID, FVM e CISL MEDICI. Le rivendicazioni sono tante ma un cenno di fattiva buona volontà da parte del Governo potrebbe anche far ripartire il dialogo, cosa che però i sindacati non credono più. A farli andare in trincea una serie di questioni irrisolte da anni. Sono schierati in massa, comunque, contro la Legge di Bilancio. Secondo i sanitari: favorisce la fuga dal lavoro del pubblico impiego e in particolare dal Servizio Sanitario Nazionale; asseconda il profitto della sanità privata; saccheggia le future pensioni dei sanitari anche più giovani e impedisce la rivalutazione di quelle già raggiunte; non sblocca il tetto delle assunzioni di personale mentre lo Stato continua a pagare cifre da capogiro per dei medici a gettone; non contiene le misure necessarie per stabilizzare i precari della Sanità; non finanzia a sufficienza i prossimo rinnovi contrattuali; non mantiene promesse sulla valorizzazione extracontrattuale della specificità dei sanitari; non rimuove il differimento del TFS.
