Anagni – Generale Vannacci: dibattito senza contraddittorio, l’intervento del professor Paolo Carnevale

Anna Ammanniti
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Si è tenuto ieri presso la prestigiosa Sala della Ragione del palazzo comunale l’incontro con il gen. Vannacci, autore di un libro molto discutibile per i contenuti non condivisibili da chi si professa cristiano e democratico. Presente al dibattito il professore e giornalista Paolo Carnevale. Questa la sua riflessione in seguito a quanto visto nella Sala del palazzo comunale.

“Ieri sera sarebbe stato interessante porre al generale Vannacci alcune domande inerenti al suo libro ed alle tesi in esso contenute. Perché, come aveva specificato in apertura l’assessore alla cultura Carlo Marino, tutti hanno diritto di esprimere la loro opinione, anche se discutibile. Il problema è che quello di ieri è stato un monologo. Lo è stato all’inizio, quando è stato impedito ad alcune persone presenti all’esterno della Sala della Ragione (che, va detto, non avevano avvertito le autorità delle loro intenzioni), di contestare civilmente il generale. Lo è stato prima della presentazione vera e propria, quando ai giornalisti presenti in sala che facevano il loro lavoro (le domande al generale) è stato chiesto, non troppo gentilmente in effetti, di farsi da parte per permettere al pubblico di ascoltare Vannacci. Lo è stato, soprattutto, alla fine. Perchè il tanto decantato dibattito che doveva permettere al generale di replicare alle eventuali obiezioni è stato questo: 4 domande da sottoporre prima allo staff del generale; domande che sono state (si presume) selezionate e lette dalla moderatrice. Nessun contraddittorio, nessuna possibilità di discutere. Solo uno spunto per dare ancora la parola al generale. Il tutto mentre dal microfono c’era chi tacciava i contestatori di ‘analfabetismo funzionale’ (e nel farlo riusciva anche a incepparsi sul discorso scritto); scagliandosi poi contro i leoni da tastiera. E sbagliando, come spesso gli accade, bersaglio e definizione; i leoni da tastiera sono quelli che aggrediscono al riparo di un profilo anonimo; io ho un nome ed un cognome, e con quello esprimo a parole (le mie, non quelle che mi scrivono) il mio dissenso, se lo ritengo opportuno. Soprattutto, non mi sottraggo ad un contraddittorio. Vero però; non quello silenziato di chi accetta solo domande che vengono selezionate prima. Per questo invito tutti quelli che c’erano mercoledì sera il prossimo 20 dicembre alle 19.30 presso La Casa della Cultura. Parleremo, alla presenza dell’autore, de ‘Il generale ha scritto anche cose giuste’, il saggio che il Professor Massimo Arcangeli ha dedicato al libro del generale. Prometto che sarà permesso a tutti fare domande, anche senza selezionarle prima. E’ il bello della diretta. Ed anche della democrazia”. Anna Ammanniti
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