Nel settembre dello scorso anno il Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale, Ufficio Italiano Brevetti e Marchi ha pubblicato un interessante report su “Prevenzione e contrasto alla contraffazione online – azioni e tools dei principali intermediari del web” dal quale emerge che “la contraffazione continua a prosperare”.
“Per quanto riguarda il territorio italiano – si legge nel report ministeriale – le importazioni di merci contraffatte ammontano (nel 2022, ndr) ad una cifra che raggiunge quasi 9 miliardi di euro: oltre il 2% delle importazioni italiane è costituito da beni falsi. Un altro dato interessante quanto preoccupante è quello relativo al commercio globale dei prodotti in violazione di marchi registrati italiani, che ha raggiunto la cifra di oltre 24 miliardi di euro, pari al 3% delle vendite totali della produzione italiana nei settori colpiti. L’Italia è ancora tra gli Stati i cui marchi sono tra i più violati nel commercio internazionale. Gli studi hanno inoltre evidenziato la crescita dell’abuso dei canali online e un aumento considerevole di nuovi marketplace e piattaforme, talvolta nate per sfruttare anche le opportunità generate dalla pandemia. Con il balzo dell’e-commerce, è aumentata anche la contraffazione sui canali online, come attestano gli esiti dell’attività di contrasto nell’Unione europea: il 34% dei sequestri ha riguardato le calzature, il 17% l’abbigliamento, 10% profumi e cosmetici, 9% articoli in pelle, 7% dispositivi elettronici, 6% giocattoli, 5% orologi. Il 27% dei giovani In Italia (rispetto al 37% nell’UE) ha acquistato intenzionalmente un prodotto contraffatto e il 24% (rispetto al 21% nell’UE) ha effettuato l’accesso a contenuti piratati in modo consapevole. È quanto emerge dalla indagine effettuata dall’Osservatorio EUIPO su circa 22 mila giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni nei 27 Stati membri dell’UE, tra il 7 e il 28 febbraio 2022, lanciata in occasione della Giornata Mondiale della Lotta alla Contraffazione l’8 giugno 2022. Più della metà (52%) degli europei intervistati ha riferito di aver acquistato almeno un prodotto contraffatto online nell’ultimo anno, intenzionalmente o accidentalmente, e un terzo (33%) ha riferito di aver effettuato l’accesso a contenuti digitali da fonti illegali. Sebbene il trasporto marittimo in container continui ad essere il principale mezzo di spedizione di merci contraffatte – si legge ancora nel report – il commercio elettronico favorisce la modalità di consegna di prodotti tramite pacchi di piccole dimensioni, che rendono più oneroso e complesso individuare e intercettare le merci contraffatte. I dati dimostrano che il 91% dei sequestri di prodotti contraffatti legati all’e-commerce riguardano merce inviata, in piccole quantità, attraverso il sistema postale: tale modus operandi rende ancora meno tracciabile e camaleontico il traffico. La pandemia ha dato ulteriore spinta alla contraffazione online: con il boom dell’e commerce e la proliferazione di nuovi marketplace e piattaforme, i contraffattori possono più agevolmente usufruire della rete internet e delle nuove tecnologie per pubblicizzare, vendere e distribuire i loro prodotti, talvolta servendosi degli strumenti messi a disposizione dalle piattaforme, vittime anch’esse di un uso illecito del proprio servizio. Resta fondamentale la cooperazione tra piattaforme, titolari dei diritti di Proprietà Industriale (DPI), consumatori e istituzioni”.
In Italia grandi risultati sta dando la sinergia tra Mimit e Guardia di Finanza.
Nell’ultimo anno sono state circa 2000 le richieste di assistenza gestite dalla Linea Diretta Anticontraffazione (LAC), il servizio a sostegno dei cittadini e delle imprese contro la violazione dei diritti di proprietà industriale e la tutela del “Made in Italy” incardinato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in diretto collegamento con i Reparti Speciali e territoriali della Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Delle circa 2000 istanze, 1.450 sono pervenute dai titolari di marchi, brevetti, design e modelli e oltre 500 da parte dei consumatori. Grazie a un’attenta attività istruttoria e a una stretta cooperazione con i referenti legali dei marchi, dei marketplace e dei social network coinvolti, sono state trasmesse distinte segnalazioni dettagliate al Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti del Nucleo Speciale Beni e Servizi che opera sotto la supervisione diretta del Comando Generale, dei Comandi Reparti Speciali e Unità Speciali della Guardia di finanza.
Tra le segnalazioni di rilievo vi sono anche quelle che hanno portato all’attivazione, da parte del Comando Generale del Corpo, dei canali di
cooperazione internazionale per la tutela di marchi italiani storici, oggetto di attacchi da parte di contraffattori sempre più organizzati, con presenza in Cina, Malesia e altri Paesi del Sud-Est asiatico, tramite stabilimenti, uffici e attività commerciali sia fisiche che online.
Le operazioni si sono concentrate non solo sull’intercettazione e sul sequestro delle merci illecite ma anche sullo smantellamento delle reti che agevolano la produzione e la distribuzione dei prodotti contraffatti, spesso di scarsa qualità e potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori.
Nell’ambito delle operazioni internazionali congiunte, finalizzate a reprimere la diffusione di cosmetici contraffatti tramite canali di commercio online e sui social network, la Guardia di Finanza, in stretta collaborazione con istituzioni sovranazionali come Europol, Olaf ed Euipo ha condotto l’operazione “Aphrodite” che ha portato all’individuazione e alla rimozione di 133 account sui social media e 4.419 siti web, nonché al sequestro di un considerevole quantitativo di merci illegali e contraffatte, pari a 9,5 milioni di unità. Tra questi, sono stati sequestrati cosmetici, profumi, abbigliamento, calzature, orologi e giocattoli dei marchi più noti.
Tra i risultati di rilievo del 2022 si segnalano sequestri che hanno riguardato oltre 36 milioni di prodotti contraffatti, più di 20 milioni di articoli per violazione delle norme a tutela del “Made in Italy”, oltre 9 milioni di manufatti per violazione delle normative a tutela del diritto d’autore e più di 213 milioni di beni considerati non sicuri e/o non conformi alle regolamentazioni vigenti.
