Il cimitero monumentale della città ernica ha compiuto 150 anni e per l’occasione, dopo un lungo lavoro della Commissione toponomastica alle spalle, l’amministrazione ha deciso di intitolare tutte le stradine e i piazzali a persone che hanno segnato la storia civica, religiosa e solidaristica di Alatri. Il primo novembre, quindi, in una prima giornata autunnale che non ha scoraggiato i presenti, il sindaco Cianfrocca con la sua giunta, diversi cittadini e i rappresentanti della Diocesi con il vescovo Ambrogio Spreafico in prima fila, hanno celebrato una Messa solenne per i defunti e svolto una cerimonia per le intitolazioni.
“I loro nomi- ha scritto nella pubblicazione ad hoc S.E. il Vescovo Spreafico- ricorderanno a tutti che la storia di ognuno, famosa o no che sia, lascia tracce nel tempo e persino nell’eternità, quando “i nostri nomi saranno scritti nel cielo”, come disse il Signore Gesù a coloro che avevano accolto l’invito ad annunciare il Vangelo. Nel nostro tempo tutto si dimentica, anche il dolore del passato, la distruzione e la violenza della guerra, tanto da ritenerla ancora qualcosa di normale e necessario. Al cimitero tutti ci incontriamo con la nostra umana fragilità in un mondo in cui se ne ha paura, e per questo si fa di tutto per affermare se stessi, sentendosi padroni ora di una cosa ora di un’altra, rendendo a volte impossibile il dialogo e la fraternità. La preghiera ce lo ricorda e ci permette di riunirci alla storia dei nostri cari, nella certezza per noi cristiani che non tutto finisce con la morte. Onorare i defunti non è tuttavia solo un atto di fede e di umanità, ma la presa di coscienza che siamo mortali, che nessuno è eterno né tanto meno onnipotente, e fa parte di un’umanità con cui si deve condividere la vita, nel rispetto e nell’amore vicendevole”. Il piazzale antistante l’ingresso principale del cimitero è stato intitolato a Giuseppe Olivieri, architetto e progettista del Cimitero Monumentale ma anche di ben tre fontane monumentali di Alatri e della grande meridiana murale di Palazzo Conti Gentili. La strada esterna che collega l’ingresso principale e l’ingresso superiore porta il nome di Igino da Alatri, cappuccino filosofo e direttore del seminario serafico di Veroli; fu colui che scrisse “Alatri e il suo vernacolo”, dizionario delle voci originali del dialetto locale. Il piazzale dell’ingresso superiore è stato intitolato a Cherubino Toti, monsignore ed archivista della cattedrale, autore delle “Memorie dell’antichissima ed illustre città di Alatri”. Trenta in totale le intitolazioni, Giuseppe Olivieri, padre Igino da Alatri, monsignor Cherubino Toti, Vincenzo Palmesi, padre Mario Berni, Pietro Castagnacci, don Paolo Cipolla, Vincenzo Torrice, monsignor Agostino Caporilli Razza, don Giovanni Pio Francavilla, Giovanni Ricciotti, don Giuseppe Folchetti, padre Mariano D’Alatri, padre Liberato Latini, padre Pietro Bucci, padre Antonio Coccia, madre Maria Filomena Arnaud, madre Scolastica Cattaneo, madre Giuseppina Coccia, Domenico Beisso, don Virginio Bianchi, don Giuseppe Giovannetti, don Pietrino Di Fabio, don Antonino De Cesaris, don Pietro Ceci, don Raffaele Di Fabio, monsignor Sisto Fanti, monsignor Antonio Sarandrea, monsignor Carlo Ritarossi, don Andrea Marini, Confraternite di Alatri. Andrea Tagliaferri
