Sora – Strade dissestate: bimbo cade dalla bici, ricoverato al Gemelli con trauma cranico

Sara Pacitto
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La famiglia del bambino ha voluto condividere questo triste episodio affidando il racconto della tragica circostanza ai social, al fine di sensibilizzare le istituzioni, coloro che amministrano, l’ente comunale, il sindaco della cittadina: la manutenzione delle strade non è un dettaglio, la mancata manutenzione delle strade equivale ad un pericolo concreto per il transito veicolare e pedonale, di cicli e motocicli, per cui l’ente che non provvede a manutenere le strade mette a rischio gli utenti della stessa.

È il papà del bambino a raccontare l’infausta circostanza avvenuta lo scorso martedì, 13 settembre: in sella alla sua bicicletta il 13enne percorreva via Valcomperta di Sora, dove vive la famiglia. A causa del manto stradale dissestato il bimbo ha perso l’equilibrio, cadendo rovinosamente a terra e battendo la testa. Tantissima la paura, anche per quanti hanno assistito alla sciagurata vicenda: il 13enne è stato inizialmente trasportato presso l’ospedale SS Trinità di Sora e, successivamente, a causa del traumi riportati, ne è stato deciso il trasferimento d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma. Il bambino ha riportato diverse contusioni ma a destare grande preoccupazione è stata la frattura al cranio e l’ematoma che ne è conseguito: nelle ore successive all’incidente, il 13enne aveva perso la vista. Un dramma, la disperazione dei genitori, dei fratelli, di parenti ed amici. Fortunatamente i medici hanno fatto il miracolo ed ora il bambino, presso il nosocomio capitolo, viene monitorato ed assistito affinché si rimetta presto e della malsana vicenda rimanga solo un brutto ricordo, per tutti. Scongiurato l’epilogo più tragico, papà Luca fa il suo appello «Le strade in queste condizioni non sono vivibili, sono un vero pericolo. Il tragico evento che ha dovuto patire mio figlio può accadere a tutti, ogni giorno. Non siamo liberi nemmeno di fare una passeggiata in tranquillità, non è giusto! Pensiamo di sporgere denuncia, per far si che L’amministrazione sia più attenta a garantire l’incolumità dei cittadini, è un dovere civile prima che morale». Una vicina di casa, legittimamente indignata, aggiunge «Su via Valcomperta i tombini escono dal piano stradale di oltre 10cm. Andando in direzione Sora bisogna percorrere la via contromano. Ci sono punti in cui canneti, rovi e siepi di vegetazione spontanea sporgono sulla strada, occupando buona parte della corsia, anche in piena curva, compromettendo la regolare visibilità». Un grandissimo in bocca al lupo al bambino che, costretto nel suo letto d’ospedale invece di star fuori a giocare, tra gli atroci dolori che sta e dovrà soffrire, si chiede ancora cosa sia successo: del resto lui stava facendo un giro in bici, con il suo caschetto in testa, nei dintorni di casa… Per dovere di cronaca si ricorda che, nonostante la misura sia stata più volte sollecitata, il Codice della Strada non obbliga ad indossare il casco in bici, neanche per gli under 12. Come già scritto, il bimbo vittima dell’incidente indossava il dispositivo per la protezione della testa. Sara Pacitto
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