Anagni – Il “tornado” Pirazzi sulla zona Asi del territorio anagnino

Ettore Cesaritti
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Circostanziato esposto/denuncia per le condizioni del territorio e per le possibili omissioni del Consorzio Asi in sede di redazione di piano.

Con un esposto/denuncia indirizzato al Prefetto di Frosinone, al Procuratore della Repubblica, al Sindaco di Anagni, all’assessore all’Urbanistica, al Comando Compagnia Carabinieri, al Comando Polizia Locale e al Difensore Civico della regione Lazio, il coordinatore delle Gav Guardie Ambientali Volontarie, Enzo Pirazzi, interviene “sulla situazione Urbanistica ed Ambientale in zona Asi e sul resto del territorio” informando che “dopo anni di verifiche, la maggior parte degli stabilimenti anagnini, a giudicare da quanto chiaramente visibile, non rispetta le norme di attuazione del PRG (rapporto superficie coperta, parcheggi, verde privato, verde pubblico, distanza dalla strada, distanza da confini e dal metanodotto …)”. Stoccata all’ente ed ai predecessori del presidente Francesco de Angelis “Per quanto attiene le norme insite nel Piano Asi, lo stesso non rispetta quanto contenuto nel BUR (bollettino ufficiale della regione Lazio) n. 29 in data 20.10.1975”. Sottolineando “In occasione dell’adozione del Piano Regolatore Generale del Comune di Anagni, viene infatti specificato che: … per quanto riguarda le categorie di industrie che possono insediarsi nell’agglomerato, il consiglio regionale del Lazio in sede di approvazione del PRG dell’ASI le ha circoscritte soltanto alle “Industrie medio-leggere ad alto livello tecnologico e non nocive”, prescrivendo, inoltre, l’attuazione di altri accorgimenti per attenuare i possibili effetti negativi dell’agglomerato industriale sulle aree circostanti. Che in relazione alle sfavorevoli condizioni climatiche e alla conformazione orografica della zona si ritiene opportuno ribadire in questa sede, il divieto espresso dal Consiglio regionale per le industrie nocive, ai sensi e per gli effetti della legge 12 luglio 1966 n. 615, ciò in quanto il piano regolatore generale di Anagni ammette implicitamente l’insediamento di industrie nocive sia nelle zone industriali che in quelle artigianali. Che è necessario, pertanto, prescrivere che in sede di formazione del piano particolareggiato dell’ASI venga esplicitamente vietato l’insediamento, nell’ambito dell’agglomerato stesso, delle industrie classificate insalubri di prima classe dal decreto del 12 febbraio 1971 del Ministero della Sanità, prescrivendo per gli stabilimenti eventualmente esistenti l’attuazione dei provvedimenti previsti dagli artt. 126 e 127 del RD 27 luglio 1934 n. 1265. Che per le industrie insalubri di seconda classe, secondo il citato DM del 12 febbraio 1971, dovranno essere presi opportuni provvedimenti atti ad impedire qualsiasi forma di inquinamento”. Conclude Enzo Pirazzi “Pare, inoltre, che in qualche caso la superficie residua dopo la edificazione dell’opificio, obbligatoriamente non disponibile, sia stata addirittura ceduta a terzi, e utilizzata in spregio ad ogni norma. Pur denunciando il mancato rispetto delle norme che possono aver contribuito al crearsi della nota situazione di disastro ambientale, ci dichiariamo a disposizione dell’amministrazione comunale per effettuare controlli e verifiche, evidentemente non effettuate o non portate a termine”. La parola alle Autorità. E.C.
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