Un vero e proprio ricatto psicologico, costruito giorno dopo giorno attraverso minacce, pressioni e un’escalation di comportamenti sempre più aggressivi. È questa la cornice in cui si inserisce la vicenda che vede protagonista un uomo di 49 anni, residente a Boville Ernica, oggi destinatario della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla madre, vittima delle sue condotte.
Per mesi, l’uomo avrebbe perseguitato la donna con richieste continue di denaro, giustificate inizialmente da bisogni primari come l’acquisto di cibo e sigarette. Tuttavia, secondo quanto ricostruito, il denaro serviva in realtà per procurarsi sostanze stupefacenti. Una spirale di dipendenza che si è trasformata in una vera e propria forma di violenza psicologica nei confronti della madre. Le richieste si sono fatte sempre più insistenti: decine di telefonate e messaggi quotidiani, fino ad arrivare , nel mese di dicembre , anche a cento chiamate al giorno. Una pressione costante che ha generato nella donna un perdurante stato di ansia e paura, non solo per la propria incolumità ma anche per quella dei familiari. Per la cronaca va detto che l’uomo avrebbe coinvolto anche conoscenti e vicini di casa, utilizzandoli come intermediari per continuare a esercitare pressione sulla madre. In alcuni casi, queste persone la contattavano ripetutamente, contribuendo ad alimentare un clima di intimidazione che ha portato la vittima a sentirsi sempre più isolata e vulnerabile. La situazione era diventata talmente grave da costringere la donna a lasciare la propria abitazione per trasferirsi dal figlio maggiore, nel tentativo di sottrarsi alle continue vessazioni. Non sono mancati episodi di violenza e minacce esplicite. In un’occasione, l’uomo avrebbe raggiunto la madre in un ristorante, accompagnato da un conoscente ritenuto “pericoloso”, per intimidirla e costringerla a consegnare il denaro richiesto. In un altro episodio, ancora più grave, l’uomo si sarebbe recato sul luogo di lavoro della madre, afferrandola con forza ai polsi e costringendola a consegnargli 50 euro. In precedenza, aveva anche sfogato la propria rabbia prendendo a pugni il cruscotto della sua auto, pur di ottenere 20 euro. A peggiorare ulteriormente il quadro, anche comportamenti invadenti e coercitivi: dopo il ritiro della patente, l’uomo pretendeva passaggi in auto dalla madre, arrivando talvolta a salire a bordo contro la sua volontà. In altre occasioni, si faceva accompagnare da terze persone nel cuore della notte fino all’abitazione dell’altro figlio, dove sapeva di poter trovare la donna. Alla luce di tali l’uomo è stato allontanato dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla madre, nel tentativo di interrompere una spirale di violenza che aveva ormai superato ogni limite. Nel frattempo è stato disposto il giudizio immediato. Il 49enne sarà rappresentato dall’avvocato Antonio Ceccani. Mar.Ming,
