Ceccano – Centro socioeducativo mai realizzato: il Comune rinuncia a 1,9 milioni tra ritardi e inchiesta sugli appalti

Irene Mizzoni
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Il Comune di Ceccano è costretto a rinunciare a un finanziamento statale di 1.9 milioni di euro e a restituire 128mila euro investiti sulla progettazione di un centro socio-educativo per minori nel quartiere “Di Vittorio”. A darne notizia è direttamente il Comune di Ceccano che ha diramato una nota.

Il progetto – si legge nella nota – non è stato attuato dalla precedente amministrazione comunale e alcune delle figure tecniche coinvolte nell’intervento – il Responsabile unico del progetto (Rup), il progettista e il direttore dei lavori – risultano interessate dalla nota inchiesta giudiziaria “The Good Lobby” sulla presunta corruzione negli appalti pubblici. I fondi erano stati formalmente ottenuti sin dal 21 giugno 2021, tramite sottoscrizione di una convenzione con la Presidenza del Consiglio dei ministri. Malgrado le proroghe della scadenza, fino al dicembre 2024, l’opera è rimasta incompiuta. L’affidamento dei lavori è avvenuto soltanto il 23 ottobre 2024, alla vigilia dello scoppio dell’inchiesta e dell’avvio del commissariamento prefettizio. L’amministrazione Querqui, insediatasi dal giugno 2025, non può che prendere atto della mancata concessione dell’ulteriore proroga richiesta dall’Ente ormai commissariato. Al Comune erano stati già liquidati 582 mila euro, di cui quasi 130 mila spesi. Andrà a pesare su un bilancio che già subisce un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, per cui devono essere accantonati 500mila euro all’anno fino al 2035. Il Comune, in compenso, si è costituito come parte civile nel procedimento penale scaturito dalle indagini di Procura Europea e Questura di Frosinone, e ha richiesto un risarcimento danni di 5 milioni di euro. “La città – dichiara il Sindaco Andrea Querqui – paga oggi il prezzo di scelte e ritardi che non appartengono a questa amministrazione. Il nostro impegno sarà quello di ristabilire trasparenza e correttezza nella gestione delle opere pubbliche e di recuperare, per quanto possibile, le opportunità perse”.  
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