Il costante viavai delle pantere della Squadra Volante ha segnato il ritmo di un’operazione di controllo del territorio che ha toccato i punti nevralgici della città, portando a risultati concreti nella lotta all’illegalità e al degrado urbano.
Il carcere per una 43enne
Il capitolo più rilevante dell’attività riguarda l’esecuzione di un ordine di carcerazione. Gli agenti hanno rintracciato una donna, classe ’81, sulla quale pendeva una condanna definitiva. I reati commessi dipingono un quadro di estrema pericolosità stradale: lesioni personali colpose aggravate dalla guida in stato di alterazione. La donna era stata infatti trovata al volante sotto l’effetto sia di sostanze stupefacenti che di alcol, una combinazione che non le ha lasciato scampo davanti alla giustizia.
Tolleranza zero nelle zone “sensibili”
Il focus della Questura si è poi spostato sulla zona della stazione ferroviaria, spesso al centro delle preoccupazioni dei residenti. Qui, il monitoraggio costante ha permesso di intercettare un uomo che, nonostante il divieto categorico di frequentare lo scalo (il cosiddetto DACUR o Daspo Urbano), continuava a gravitare nelle aree interne. Per lui è scattata l’immediata denuncia.
Stessa sorte per un 36enne residente nel sorano. L’uomo è stato sorpreso nel capoluogo nonostante fosse destinatario di un Foglio di Via Obbligatorio emesso dal Questore: un provvedimento che gli vietava esplicitamente di rimettere piede a Frosinone, e che il giovane ha pensato bene di ignorare, finendo inevitabilmente nei guai.
I numeri della prevenzione
Oltre agli interventi mirati, la Polizia ha lavorato intensamente sulla prevenzione “su strada”. I posti di controllo effettuati durante la giornata hanno prodotto numeri significativi:
- 107 persone identificate e 64 veicoli passati al setaccio;
- 13 multe staccate per violazioni al Codice della Strada;
- 2 documenti ritirati, a conferma di come la distrazione o l’irregolarità alla guida rimangano sotto la lente d’ingrandimento delle autorità.
L’operazione di ieri conferma l’impegno della Polizia di Stato nel presidiare il territorio, non solo per reprimere i reati già commessi, ma per scoraggiare, con la propria presenza costante, chiunque pensi di poter agire al di fuori delle regole nel capoluogo ciociaro.
