(di Roberta Pugliesi) “Abbiamo capito lo spessore criminale di questi soggetti. Continueremo a monitorare la città di Sora pronti a contrastare ogni attività illecita”. Presunta criminalità organizzata in città: se ne è parlato ieri sera nel programma di Rete4 “Fuori dal coro”, di Mario Giordano, a due settimane dagli arresti per usura ed estorsione ai danni di un medico del posto.
Lo ha fatto il capo della squadra mobile di Frosinone, il dottor Flavio Genovesi che ha sottolineato nell’intervista ai microfoni di Delia Mauro anche il ruolo svolto dalle donne della famiglia sinti: “Da loro il pieno ed incondizionato appoggio e sostegno alle azioni illecite dei familiari di sesso maschile”. Nel servizio è stata evidenziata la serrata attività investigativa, sviluppatasi nei due anni successivi all’operazione Requiem del 2020, attività che ha portato in totale all’arresto di 40 persone (27 con Requiem e 13 con Ultima Corsa). Le indagini della Squadra Mobile hanno permesso nel tempo di ricostruire un quadro preciso e dettagliato di ciò che avviene a Sora ma anche nei comuni limitrofi: spaccio, estorsioni ed usura. In questo quadro sta cambiando però la percezione che la gente ha della legalità. Se fino a qualche tempo fa nessuno aveva il coraggio di farsi avanti e segnalare illeciti ora c’è chi mette in evidenza situazioni reputate ingiuste. “Nella città dei balocchi a questi signori tutt’oggi gli viene permesso di edificare sotto il viadotto a due metri circa dalle sede stradale Sora – Pescosolido ove nelle vicinanze é stata bonificata l’area occupata dagli stessi abusivamente, nonostante spesso e volentieri le forze dell’ordine fanno visita. Due pesi e due misure”, scrive un cittadino su un gruppo pubblico social. A margine di una penetrante azione di contrasto che ha permesso alla Polizia di Stato di disarticolare il sodalizio, ci devono quindi essere necessariamente politiche integrate per riqualificare il territorio e per aiutare concretamente le vittime di chi per anni ha agito senza timore dei rigori della legge.
