Il sindacato denuncia un organico ridotto ai minimi termini e il rischio di un “collasso operativo” per il Commissariato. Chiesta una sinergia istituzionale per ottenere rinforzi strutturali.
La sicurezza nel cassinate non può più attendere. È questo il messaggio forte e chiaro emerso dall’incontro avvenuto ieri presso la Procura della Repubblica di Cassino tra il Procuratore Capo, Dott. Carlo Fucci, e i vertici del SILP CGIL. Al tavolo, il Segretario Generale di Frosinone, Leandro Paniccia, e il Segretario Generale di Roma e Lazio, Massimo De Angelis, per fare il punto su una situazione definita “insostenibile”.
Il fulcro della discussione risiede nella cronica carenza di personale che affligge il Commissariato di Pubblica Sicurezza della “Città Martire”. Cassino, per la sua posizione geografica, rappresenta un delicato crocevia tra la criminalità campana e quella della Capitale, oltre a ospitare un apparato industriale di rilievo. Nonostante questa complessità, le ultime assegnazioni di personale hanno visto il Commissariato ancora una volta “dimenticato”.
”Il Commissariato di Cassino, che in passato contava circa 70 unità, oggi è ridotto a meno di 50 operatori,” denuncia il sindacato. “Un calo aggravato dall’età media elevata che rischia di portare al collasso operativo.”
Secondo il SILP CGIL, le difficoltà odierne sono figlie di scelte passate discutibili, come la chiusura del distaccamento di Polizia Stradale, che ha sottratto un presidio costante alle arterie principali del comprensorio. Recentemente, il tema è approdato anche in sede politica con una mozione specifica in Consiglio Comunale, a conferma di come la percezione di insicurezza stia crescendo di pari passo con i fatti di cronaca nera.
Il sindacato non chiede interventi “di facciata”, ma un potenziamento strutturale che permetta:
- Un controllo efficace del territorio.
- Il ringiovanimento degli organici.
- Il consolidamento dell’attività info-investigativa.
Il Procuratore Carlo Fucci ha accolto con sensibilità le preoccupazioni del sindacato, condividendo la necessità di mantenere alta l’attenzione sul rafforzamento dei presidi di polizia. L’obiettivo comune è ora quello di fare fronte comune presso le sedi istituzionali superiori affinché lo Stato torni a garantire una presenza tangibile e concreta in un’area così strategica.
”La sicurezza è una cosa seria,” conclude Paniccia nel comunicato. “Non può essere ridotta a slogan, deve tradursi in presenza reale ed efficace.”
