Sora – Operazione Requiem, due arresti

Roberta Pugliesi
2 MIn Lettura
(di Roberta Pugliesi) Sono trascorsi tre anni ma le conseguenze della maxi operazione Requiem per qualcuno non sono ancora finite. Scattano di nuovo le manette nella città di Sora.

Il filone di inchiesta è quello del racket delle pompe funebri. Ma c’è anche lo spaccio di sostanze stupefacenti e l’estorsione dietro ai due arresti maturati ieri mattina nella città di Sora. Si tratta di due uomini, S.S.. e L.S. raggiunti dalla Polizia di Stato che hanno dato esecuzione ad altrettante ordinanze di custodia cautelare. La vicenda è stranota e, nel caso specifico, riguarda anche un episodio piuttosto inquietante: la testa mozzata di un maiale fatta recapitare ad un’agenzia di pompe funebri concorrente a quella di uno dei due arrestati. E poi fiumi di droga, soprattutto cocaina. “Requiem Ultimatum alla criminalità” scattò nell’ottobre del 2020 a seguito dell’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Oltre che ad aver assicurato alla giustizia 27 persone colpevoli di reati di varia natura, dallo spaccio all’estorsione, al riciclaggio, l’indagine condotta da Dda, Squadra mobile e Guardia di Finanza, ha avuto senz’altro il merito di accendere i riflettori su un problema gravissimo, mettendo in luce una fiorente attività di spaccio nella città di Sora che coinvolgeva ragazzi insospettabili amanti della bella vita e dei soldi facili. Due clan, uno contro l’altro, in contrasto per il monopolio dello spaccio di droga e del “mercato dei morti”.
Condividi questo articolo
Nessun commento