Venezia – Accuse infondate agli avvocati Scaccia: il giudice dà ragione ai legali frusinati

Marina Mingarelli
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Aveva accusato gli avvocati frusinati Alfredo e Gabriele Scaccia di aver conferito loro una pluralità di incarichi professionali tra gennaio e febbraio del 2022 e che per tali incarichi aveva versato la somma di 213.991,37. Ma il giudice del tribunale civile di Venezia ha rigettato tale richiesta ed ha condannato l’imprenditore Marco Arturi al pagamento delle spese processuali.

Da sottolineare che l’imprenditore è stato considerato uno dei testi ritenuto attendibile dalla procura di Roma nel processo per corruzione a carico dei legali Scaccia. Tornando alle accuse nei loro confronti, Arturi aveva sostenuto che nessuna delle attività in oggetto dei mandati sarebbe stata eseguita e che le verifiche presso le varie cancellerie non avrebbero fatto emergere l’esistenza di un procedimento e riconducibili ai convenuti. Gli avvocati Scaccia hanno contestato integralmente tale affermazione sostenendo che i rapporti con l’imprenditore erano stati complessi e caratterizzati da continue richieste e da comportamenti ritenuti strumentali, nonché da plurimi procedimenti penali nei quali era risultato infondato quanto denunciato dal medesimo. I legali Scaccia hanno inoltre negato di aver percepito somme a titolo di compensi affermando che eventuali pagamenti verso soggetti terzi non erano riconducibili ad un loro arricchimento. Nei giorni scorsi il tribunale civile di Venezia ha rigettato quanto richiesto dall’imprenditore in quanto non risultano provati gli estremi dell’indebito aggettivo. Ha condannato altresì l’imprenditore al pagamento delle spese di lite sostenute dai convenuti che ha liquidato in quattromila euro. A tal proposito l’avvocato Gabriele Scaccia ha così dichiarato: “Sono creditore per prestazioni professionali nei confronti dell’imprenditore. Anche all’esito di questa sentenza ho affidato incarico all’avvocato Alfonso Amato per recupero onorari dovutimi. Sull’esito della sentenza non ho mai avuto dubbi avendo l’Arturi inventato ogni cosa”. L’imprenditore era rappresentato dall’avvocato Francesco Palmigiani del foro di Firenze. Mar Ming.
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