“Quanto ci costa un posto auto in questo parcheggio? Cosa è cambiato dal progetto di un anno fa, rispetto all’ultimo, presentato in conferenza stampa? E perché? Ma soprattutto: il gioco vale davvero la candela?” Sono queste alcune delle domande poste dal Partito Democratico di Anagni nel corso della conferenza stampa convocata davanti all’ingresso dello storico parco del Convitto Regina Margherita, lungo viale Giacomo Matteotti.
Un incontro pubblico con cui il PD ha voluto incalzare l’amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Daniele Natalia, sul discusso progetto del nuovo parcheggio all’interno del parco. A intervenire è stato il segretario del circolo cittadino, Francesco Sordo, affiancato dal presidente Lorenzo Bondatti e da numerosi dirigenti e militanti: “In un anno di iter ci risultano parecchi posti auto in meno rispetto ai 54 inizialmente previsti. Quali pareri hanno fatto cambiare idea all’Amministrazione? Lo spieghino alla città, che è saltata sulla sedia quando ha visto un progetto che distrugge un parco per far posto ad un parcheggio.” Pur precisando di non essere contrari ai parcheggi, Sordo ha evidenziato la necessità di pianificazione: “Anche noi siamo per i parcheggi, ma non a ogni costo. Di quanti posti ha davvero bisogno questo quadrante della città? Il centrodestra ha un piano organico oppure procede alla cieca? La sensazione è che si siano svegliati solo ora, dopo anni di immobilismo, e si muovano come un elefante nella cristalleria.” Al centro delle critiche anche i costi dell’intervento: 950 mila euro di fondi giubilari, destinati a compensare il Convitto per la perdita di una parte del parco, ai quali si aggiungono precedenti investimenti comunali e provinciali. Il tutto per realizzare circa 1500 mq di parcheggio e una quarantina di posti auto in più. “Alla fine – ha detto il segretario – quanto è costato tutto questo ai contribuenti?” Il PD ha inoltre smentito le voci secondo cui il Convitto avrebbe rifiutato in passato l’apertura del parco alla cittadinanza: “Non è vero che il Convitto ha negato l’accesso. È stata l’amministrazione comunale a disinteressarsene. Ora, però, si dimostra fin troppo solerte nel smembrare un patrimonio storico e ambientale.” Il monito finale del Partito Democratico è stato chiaro: “Questa amministrazione dovrebbe dotarsi di un vero piano per la mobilità, sostenibile e coerente con le dimensioni e le esigenze della nostra città. Ma di tutto questo, oggi, non c’è traccia.” A margine della conferenza, a microfoni spenti, si è parlato anche dello stato del parcheggio multipiano di San Giorgetto, definito “in condizioni pietose, come più volte denunciato”. Un esempio, secondo i Dem, di come “quando si programma, come fecero le amministrazioni precedenti, le soluzioni si trovano. Ma poi i parcheggi vanno anche mantenuti.” Infine, un appello chiaro: “Serve una visione, non toppe peggiori del buco. Individuare un’area idonea e fare un investimento serio: solo così si risolvono davvero i problemi della mobilità cittadina.” Il dibattito è aperto, ma una cosa appare certa: il progetto del parcheggio nel parco del Convitto Regina Margherita continuerà a far discutere la città. Anna Ammanniti
