Anagni – Carlo Marino: “Deleghe assegnate agli stessi assessori!”

Anna Ammanniti
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Era prevedibile ed abbastanza scontata la reazione nel mondo dell’opposizione cittadina, riguardo la formazione della terza Giunta comunale dell’amministrazione Bassetta e la fuori uscita dal team di Roberto Cicconi.

Carlo Marino, uno dei leader della opposizione extra consiliare, sentito sul riassetto della Giunta, critica aspramente soprattutto il modo di agire di Roberto Cicconi e il modo in cui il sindaco Fausto Bassetta ha ceduto al “ricatto” di una forza politica. “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. Bassetta ha fatto meglio del gattopardo. Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna dire che tutto cambi, ma nei fatti bisogna lasciare quasi tutto come è. Geniale e diabolico insieme. Il sindaco ha prima azzerato la giunta sotto il ricatto di una forza politica, con la scusa di un cambio di passo dell’azione amministrativa, poi ha ridistribuito la deleghe agli stessi assessori, fantastico! Nei prossimi mesi, secondo me pochi, perché quando cedi al ricatto una volta sei finito, affronteremo per bene tutte le dinamiche pseudo politiche che impongono a questo signore, scelte tanto bizzarre, ma oggi mi soffermerei sulla defenestrazione di Roberto Cicconi, lui era come me un competitor di Bassetta. Una campagna elettorale condotta all’insegna dell’ambiguità, senza attaccare nessuno e parlando solo di buona amministrazione. Oggi si capisce il perché! La brama di potere lo ha portato ad accettare un posto nella Giunta di un suo avversario politico, tradendo la fiducia di chi aveva creduto in lui e lo aveva supportato durante la campagna elettorale e non solo. Una cosa inconcepibile per me, ma magari io non faccio testo. Cicconi accetta quindi un assessorato, direi un assessorato di secondo piano, resta in Giunta due anni, con risultati impalpabili, lo cacciano, esce di scena tra i fischi. Ha perso la fiducia dei suoi elettori, a parte i tre gatti che gli stanno dietro per ricevere in cambio chissà cosa, ha perso la stima delle opposizioni e forse anche di se stesso. “Fine di una storia triste” sarebbe l’hashtag perfetto! Allora il punto è questo…. ne valeva la pena? Non conveniva forse fare un’opposizione seria a questo governo cittadino fallimentare, visto che di spunti me danno ogni giorno? Non conveniva forse preparare il terreno per una prossima candidatura, questa volta si, vincente? Non conveniva forse prendersi quello spazio politico, che noi gli avremmo lasciato, per fare il sindaco? Ora l’ex assessore potrà fare tutte le interviste che vuole su tutti i giornali del mondo, ma la verità è che politicamente è finito, ha la stessa credibilità di chi ha ricattato il sindaco per una poltrona in più, la stessa credibilità del programma politico di Bassetta e la stessa credibilità di topolino. Lascio a voi altre analisi magari anche che giustifichino un comportamento tanto meschino quanto opportunista.” Anna Ammanniti
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