Frosinone – Truffa alle assicurazioni e falsi incidenti: dopo il ‘No’ del Gip, sarà il Riesame a decidere sulle scarcerazioni

chiaro13
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Falsi incidenti, la parola al Riesame. Il gip ha respinto l’istanza di scarcerazione per tutti e tre gli indagati, vale a dire Alessandro Petricca, Diego Eugenico Bracaglia e Fabio Fascetti.

I primi a presentare ricorso avverso la detenzione domiciliare del loro assistito Fabio Fascetti, gli avvocati Antonio Perlini e Giampiero Vellucci. Secondo i due difensori alla luce delle indagini che già da un anno erano in corso, ed alla luce dell’autosospensione di Fascetti sia dall’Ordine che dall’attività forense, non vi sarebbero altri elementi per mantenere la misura degli arresti domiciliari. A loro dire, non vi sarebbe la concreta possibilità di continuare una attività che secondo gli inquirenti ha comportato la liquidazione di sinistri falsi e mai avvenuti. Di contrario avviso il pubblico ministero Samuel Amari, titolare delle indagini preliminari e la dottoressa Ida Logoluso, i quali hanno sostenuto che anche l’autosospensione dall’attività forense non impedirebbe una eventuale reiterazione dei reati attraverso l’utilizzo di alcune società. Nel corso dell’inchiesta, è stato accertato che gli indagati operavano non soltanto a titolo personale quindi con la loro figura di avvocati, ma anche attraverso delle società che risultano coinvolte e che si occupavano dell’istruttoria. Quindi, secondo i magistrati inquirenti, proprio perché queste società sarebbero riconducibili ai tre indagati, questo non impedirebbe la reiterazioni dei reati ma potrebbero comportare una prosecuzione di questi. Quindi, secondo i magistrati inquirenti non basta che vengano fermati gli indagati con l’autosospensione dall’Ordine e dall’attività forense. A maggio, i giudici del tribunale della Libertà dovranno pronunciarsi in tal senso. Intanto, va detto che la difesa di Alessandro Petricca è stata presa anche dall’avvocato Domenico Marzi, che affiancherà il collega Christian Alviani. Sia Fascetti che Bracaglia, ricordiamo, operavano nello studio di Petricca, indicato come promotore di una organizzazione volta a truffare le assicurazioni. Secondo le accuse, come è ormai noto, le ricostruzioni degli incidenti venivano realizzate tramite denunce di sinistri artatamente compilate e false cessioni di credito attestanti noleggi di veicoli sostitutivi mai effettuati, nonché tramite ricevute fiscali relative a presunte prestazioni fisioterapiche rilasciate da soggetti privi dei necessari titoli abilitanti, oppure avvalendosi di falsi testimoni. Ma non è tutto. Sempre secondo le indagini avviate dalla procura, i tre legali coinvolti convenivano in giudizio le compagnie assicuratrici all’insaputa dei clienti, falsamente autenticando le sottoscrizioni delle procure alle liti ed avvalendosi anche di falsi testimoni dinanzi ai giudici. Nel collegio difensivo anche l’avvocato Alfonso Amato del foro di Salerno. Mar. Ming.
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