Colleferro – Ancora un’attività commerciale costretta a chiudere

Sara Pacitto
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La morsa del Covid continua a creare ulteriori danni economici agli operatori commerciali: tutti i giorni, purtroppo, la cronaca riporta di attività costrette a chiudere perché non riescono più a sostenere gli oneri previsti.

Sono soprattutto le tasse a gravare sugli esercenti: troppe imposte e poi ancora, imposte sulle imposte, un peso che lo Stato non ha alleggerito neppure in questo particolare periodo storico, quando le entrare sono ridotte a pochi spiccioli con periodi di fermo assoluto. In mezzo a tale catastrofe economica, le tasse restano l’unica puntuale certezza. «Ma davvero c’è chi ancora ringrazia il Governo? Mi domando se tra le persone riconoscenti ci siano i titolari delle partite IVA. O le migliaia di persone che ancora aspettano la cassa integrazione. O forse i parenti delle migliaia di vite che si potevano salvare se dopo la prima ondata, improvvisa e sconosciuta, si fossero attrezzati gli ospedali e rinforzato il personale medico/sanitario» è lo sfogo amaro di Cesare, il giovane esercente di Colleferro che ha dovuto chiudere il suo bar. Anni di sacrifici, un’attività nel centro urbano della cittadina, costruita sul rapporto di fiducia consolidato sia con i clienti che con i fornitori; un sogno realizzato e poi smantellato dal Covid, un susseguirsi di “ondate”, tra il virus e l’incapacità amministrativa di chi avrebbe dovuto considerare e fronteggiare tutti gli aspetti della circostanza, con provvedimenti mirati risolutivi e non apparenti. Mezze toppe che più di sostenere hanno umiliato ed affondato definitivamente chi ha provato a resistere. Ed è già polemica sull’ultimo dei provvedimenti, il “decreto sostegni” varato da Draghi: le cifre stanziate sono insufficienti, non basteranno a traghettare l’economia italiana alla prossima fase. La delusione di autonomi e partite IVA che definiscono “briciole” le somme messe a disposizione, un contentino apparente. Tuonano i rappresentanti di categoria, asserendo di essere stati abbandonati, soli a fronteggiare un collasso che non ha precedenti. Cesare ha comunicato la chiusura attraverso i social, tra lo sconforto di amici, clienti, fornitori. La “sconfitta” di Cesare è il fallimento della politica finanziaria nazionale, una catena che si spezza ed impoverisce tutto il tessuto economico, sempre più provato. L’Italia in ginocchio? no, l’Italia inchiodata a terra. Sara Pacitto
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