Scuola – FLC-CGIL: “Riforma 4+2 per gli istituti tecnico-professionali non ci convince”. Otto le scuole ciociare interessate

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(di Cesidio Vano) La Federazione lavoratori della Conoscenza della Cgil interviene in merito all’attuazione della riforma dei corsi scolastici negli istituti tecnici e professionali voluta dal ministro Valditara e partita in questi giorni, in via sperimentale, solo in alcune scuole.

Gianna Fracassi, segretaria generale della FLC-Cgil, in un’intervistata all’agenzia Dire, spiega le ragioni del sindacato: “In merito alla sperimentazione della filiera tecnologico-professionale, il ministro ci sta provando dallo scorso anno e non ci convince per varie ragioni. L’operazione che viene fatta è sostanzialmente quella della riduzione di un anno della scuola superiore, ma questo non riguarda solo le scuole tecniche e quelle professionali. L’obiettivo del Governo e della maggioranza è ridurre anche i licei a 4 anni. C’è già un disegno di legge presentato in Parlamento che va in questa direzione” dice Fracassi. In Ciociaria, la riforma sperimentale contestata dalla Cgil, coinvolge 8 istituti tecnico-professionali della provincia di Frosinone in cui sarà attivo il modello 4+2: IPSSEOA Michelangelo Buonarroti di Fiuggi (Enogastronomia ed ospitalità alberghiera quadriennale); IIS San Benedetto di Cassino (Industria e artigianato per il Made in Italy quadriennale); IIS San Benedetto di Cassino (Enogastronomia ed ospitalità alberghiera quadriennale); IIS Marconi di Anagni (Costruzioni ambiente e territorio quadriennale); ITIS Ettore Maiorana di Cassino (Informatica e telecomunicazioni art. informatica quadriennale); ITIS Ettore Maiorana di Cassino (Meccanica, meccatronica ed energia art. meccanica e meccatronica quadriennale); IIS Marconi di Anagni (Amministrazione finanza e marketing art. sistemi informativi aziendali quadriennale); IIS Sulpicio di Veroli (Enogastronomia ed ospitalità alberghiera quadriennale). IL modello 4+2 è stato previsto dalla riforma scolastica della scorsa estate. Riguarda, come detto gli istituti tecnico-professionali nei quali ora è previsto un percorso di quattro anni di scuola superiore e due negli ITS Academy integrati con esperienze a contatto con le aziende. La riforma promette di dare più spazio ai programmi di alternanza scuola-lavoro e didattica laboratoriale per favorire l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro. In alternativa, il diploma quadriennale sarà riconosciuto nel mondo del lavoro come equivalente a un diploma quinquennale e consentirà l’iscrizione all’università. Sempre all’agenzia Dire, Fracassi dichiara: “La riforma non ci convince perché, a nostro parere, oltre a ridurre il numero degli anni e dare meno scuola ai ragazzi e ragazze, fa un’operazione di lettura congiunturale di quello che c’è bisogno in un determinato territorio, senza dare competenze forti per affrontare un processo di grandissima trasformazione, non solo nel mercato del lavoro, ma anche negli assetti produttivi. È una risposta sbagliata a un tema importante, cioè come la scuola italiana può rispondere e quali sono i bisogni, dal punto di vista economico e democratico, che il Paese ha. La risposta è sbagliata – conclude la segretaria – e favorisce anche l’ingresso nel sistema scolastico dei privati e delle imprese, e questo credo non vada bene”. LEGGI ANCHE: Lazio – Rivoluzione a scuola: arriva il ‘modello 4+2’ negli Istituti tecnico-professionali
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