Nel Lazio quasi un parto su due avviene con il Cesario.
CESARE È NATO QUI! Un ‘record’ che la nostra regione condivide con quelle della Campania, della Sicilia, della Puglia (tutte al Sud) ma anche con la Lombardia. Il dato, lo rivela l’Agenas, ovvero l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che evidenzia come nel Lazio ci sono strutture che, lo scorso anno, hanno superato il 40% di tagli cesarei: “Gran parte delle regioni del Sud – dice l’Agenzia – ha fatto registrare nel 2023 valori mediani di taglio cesareo superiori al dato nazionale. Si registra anche una spiccata variabilità intra-regionale, con strutture che superano il 40% in Campania, Sicilia, Puglia, Lazio e Lombardia. TUMORI AL PANCREAS E FRATTURE DEL FEMORE Ma il Lazio si fa notare – questa volta meritoriamente – per quel che concerne “gli interventi per tumore maligno del pancreas”. Ed infatti, tra le 10 strutture italiane che rivelano volumi di attività uguali o superiori a “50 interventi annui” (ovvero pari al 45% della casistica), compare il Policlinico ‘Agostino Gemelli’ di Roma; mentre il Sandro Pertini – sempre relativamente ai dati 2023 – spicca per la capacità di tempestivo accesso “all’intervento chirurgico per frattura di femore” (almeno 100 casi trattati e più del 95% dei pazienti operati entro 48 ore) . GLI ALTRI DATI Sono una settantina le strutture sanitarie regionali che si collocano tra quelle a più alto volume di attività. Di queste, 14 hanno superano il 75% di interventi effettuati entro le 48 ore (dati sempre relativi al 2023) e anche nei 3 anni precedenti. A distinguersi è ancora il Pertini assieme al San Camillo Forlanini e al San Paolo di Civitavecchia. Nelle classifiche guadagnano posti il policlinico Umberto I, il San Filippo Neri e il Parodi Delfino di Colleferro “che rientrano tra le 10 strutture ad alto volume che nel triennio precedente – come ha anche rivelato Repubblica – non avevano raggiunto la soglia prevista e lo scorso anno hanno migliorato il loro risultato, raggiungendo o superando il 75%”.
