IL FATTO – Il Giubileo? Come i mondiali di calcio: ecco la mascotte, si chiama Luce

chiaro13
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(di Cesidio Vano) Il Giubileo 2025 ha la sua mascotte. E – ma potremmo sbagliare perché ce ne è uno solo ogni 25 anni – è una prima assoluta per il Vaticano. Tanto più che, la mascotte, ‘Luce’ il suo nome, è un ‘manga’ con i tipici occhioni dei fumetti giapponesi, o meglio – per spiegarsi ai più giovani – è un possibile volto dei Funko Pop.

Dunque, Luce accompagnerà tutti gli avvenimenti in programma per l’Anno Santo 2025: ciuffo di capelli azzurri che spunta sotto il cappuccio del k-way giallo (assieme al bianco colori del Vaticano), rosario arcobaleno al collo (e c’è da credere che sia l’arcobaleno della bandiera della Pace) con tanto di croce che pende sul petto, e bastone (o meglio ‘bordone’ del pellegrino, come insegna l’araldica, ma citare qua l’araldica è più blasfemo del manga stesso) in mano, scarponcini che richiamano gli stivaloni dei Playmobil (per spiegarsi, questa volta, con chi ha una certa età). A ‘svelare’ le fattezze – e l’esistenza anche – della mascotte del Giubileo è stato oggi monsignor Rino Fisichella, i cui incarichi attuali sono: Pro-Prefetto della Sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo; Membro del Dicastero per la Dottrina della Fede;Membro del Dicastero delle Cause dei Santi; Membro del Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Il creatore di Luce è invece l’illustratore Simone Legno, creatore del brand Tokidoki, di cui Luce è una evidente oggettivazione, e che, tra le tante cose che ha fatto, ha disegnato anche la mascotte dell’Italia a Expo 2025 Osaka (praticamente una cuginetta di Luce) oltre che aver curato il restyling di Romolo, la mascotte dell’As Roma (che doveva però essere un lupacchiotto per forza…). Illustrando la mascotte del Giubileo, dal Vaticano hanno evidenziato i vari simbolismi del personaggio che rimandano alla vita dei pellegrini (come detto: l’impermeabile, stivali sporchi di terra a testimoniare il cammino già percorso, la croce missionaria al collo e il bastone del fedele) e poi hanno aggiunto: “Particolarmente evocativa è la rappresentazione degli occhi di Luce, che brillano di una luce intensa: simboleggiano la speranza che nasce nel cuore di ogni pellegrino, incarnano il desiderio di spiritualità e di connessione con il divino e fungono da richiamo a un messaggio universale di pace e fraternità”.
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