Tensione nel carcere di Regina Coeli a Roma. Ieri serata una nuova rivolta è scoppiata nell’ottava sezione. I detenuti hanno fatto esplodere le bombolette di gas da campeggio che usano per cucinare e dato fuoco ad alcune celle.
Le fiamme erano visibili dalla strada. Sul posto le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. Il carecre romano vive una pesante situazione di sovraffollamento con oltre 600 detenuti e una carenza di organico di agenti della polizia penitenziaria che sfiora le 150 unità. A notte, la protesta è rientrata. Nessuno si è fatto male ma i danni alla struttura sono. Circa 100 i detenuto che hanno dato vita ai disordini. Solo alcuni giorni fa, il carcere di Regina Coeli ha fatto registrare il terzo suicidio dell’anno (in Italia finora, nel 2024, sono 76). “Attualmente non vi sono più spazi, infatti, i detenuti presenti risultano 1.160, rispetto ai previsti 628. Il personale di polizia penitenziaria risulta essere in numero di 331, rispetto ai previsti 480, mancano 149 unità di polizia rispetto al dato del ministero della Giustizia ma i numeri son ben più alti” riassume il segretario generale della Fns Cisl Lazio, Massimo Costantino, che aggiunge: “la situazione è sempre più preoccupante e la gestione risulta essere sempre più precaria a causa del contingente di forza lavoro ridotto al minimo, alle continue assenze legate alla gestione di eventi critici che comportano infortuni sul lavoro”.
