Una sequela di commenti e proposte si sono lasciate dietro le bacchettate di Luigi Sonni all’indirizzo degli amministratori comunali, in merito al coprifuoco di Ferragosto a Ferentino. Il presidente della Pro Loco ha fatto notare l’immagine della città (Ferentino è Città d’Arte) apparsa agli occhi di alcuni turisti arrivati il 15 agosto per visitarne le bellezze monumentali, ma rimasti delusi per il centro storico assolutamente deserto (purtroppo non solo a Ferragosto è così) e senza un bar aperto per potersi rinfrescare con un bicchiere d’acqua o quant’altro. Peccato davvero.
Quei visitatori difficilmente torneranno a Ferentino che a tutt’oggi tra l’altro è ancora priva di un’area per i camper, altro particolare che non gioca a favore del turismo. “Mi dispiace che solo ora il presidente della Pro Loco abbia deciso di intervenire – commenta il consigliere comunale Marco Valeri -. Forse avrebbe dovuto farlo già 20 anni fa, da quando un certo modo di fare politica e di gestire la cosa pubblica ha distrutto la nostra città. Il mese di agosto è la dimostrazione degli insuccessi di questa amministrazione e delle passate. Quante volte in consiglio comunale ho ripetuto che Ferentino è una città fantasma e che bisogna lavorare per renderla una destinazione turistica appetibile, il turismo porta reddito. Ma ogni volta che ripetevo questo pensiero, il caso voleva che la maggior parte dei consiglieri erano impegnati a guardare il telefonino”. Secondo il giovane Vincenzo Pomi: “Mettiamoci nei panni di un commerciante del centro: perché dovrei rimanere aperto il 15 agosto senza uno straccio di manifestazione? Il problema va riscontrato alla radice. Un’amministrazione e un assessore che sono totalmente incapaci di recepire le proposte altrui. Opposizione, gruppi esterni e associazioni hanno presentato parecchie idee, tutte ignorate senza motivazione alcuna. Signor Sonni io capisco le sue esternazioni ma andavano fatte minimo 10 anni fa, quando il Comune ha iniziato a fare scappare i commercianti, alzando la tassa per il suolo pubblico, la più alta della provincia. Bisognava arrabbiarsi allora e non oggi. Quando è stato abolito il cinema sotto le stelle e altre iniziative, oggi di che cosa ci lamentiamo? Dei commercianti che cercano di salvare quei due soldi che faticosamente guadagnano? Non mi sembra corretto”. Staremo a vedere quale sarà, se ci sarà, la risposta del Comune, con i fatti ovviamente, per cercare di risollevare le sorti del centro storico e del turismo. Una priorità per cambiare il destino della città. Aff
