Pnalm – Ucciso in un ‘duello d’amore’. Svelato il mistero dell’orso trovato morto nel Parco

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(di Cesidio Vano) Non sono stati i cacciatori, non è stato avvelenato, non è stato investito, l’orso – maschio di 10 anni – trovato morto a giugno nel territorio del Comune di Scanno, area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, è morto in un combattimento ‘per amore’, nello scontro con un altro esemplare maschio durante la stagione degli accoppiamenti (e ‘accoppamenti’, a quanto pare).

Tre mesi dopo il rinvenimento della carcassa di quell’orso bruno marsicano, da parte di alcuni escursionisti in località Imposto nella Foresta demaniale regionale “Chiarano-Sparvera” (leggi qui), il Pnalm fa chiarezza sulle cause del decesso. Già da subito (leggi qui) si era escluso che gli avessero sparato: l’esame a raggi x su tutto il corpo, svolto presso la facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Teramo, aveva escluso la morte per arma da fuoco, così come, successivamente, gli specifici esami tossicologici condotti dall’Istituto di Zooprofilassi hanno consentito di escludere la morte per avvelenamento. “Il referto conclusivo dell’Istituto Zooprofilattico – dicono oggi dal Pnalm – conferma che l’orso presentava numerose lesioni da trauma, riscontrate principalmente sulle regioni della testa e del collo, compatibili con aggressione da conspecifici (appartenenti alla stessa specie ovvero altri orsi, nda). La presenza di almeno un altro esemplare, maschio, è stata confermata anche dal rinvenimento, nell’area circostante quella in cui era stato trovato l’orso morto, di numerosi ciuffi di pelo, che l’esame del DNA, eseguito da ISPRA, ha attribuito a due esemplari diversi, entrambi maschi. Si è evidenziata inoltre una peritonite associata a setticemia che ha contribuito alla causa del decesso. La morte dell’orso, in piena stagione degli amori, va quindi attribuita – chiariscono dal Parco nazionale – ad una competizione intraspecifica, analoga ad altri episodi registrati in passato nel Parco, che ha visto soccombere uno dei due orsi adulti, debilitato dall’infezione”.
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