Madonna di Trevignano – L’area di culto va smantellata. Lo dice anche il Consiglio di Stato e il Comune annuncia: acquisiremo il terreno

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(di Cesidio Vano) Il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento del Tar. L’ordinanza con con cui il Comune di Trevignano Romano ha disposto il ripristino dei luoghi nell’area di culto della Madonna di Trevignano resta in vigore e poiché non è stata ottemperata entro la scadenza (27 agosto) il Comune procederà a rimuovere le opere non autorizzate ed acquisirà al patrimonio pubblico l’area oggetto dell’abuso.

Finisce male – per ora – lo scontro tra l’associazione Madonna di Trevignano (e i tanti seguaci che raccoglie) e il Comune di Trevignano. Ora, l’area di via Campo delle Rose, dove il 3 di ogni mese si riuniscono i seguaci della veggente Gisella Cardia, deve essere liberata da tutte le costruzioni ed edificazioni operate, poiché abusive. Dopo il Tar anche il Consiglio di Stato non sospende l’atto impugnato dall’associazione Madonna di Treviganno, nata attorno al culto che si è sviluppato nel comune che si affaccia sul lago di Bracciano. Va detto che i pronunciamenti in questione hanno riguardato solo la fase della richiesta di misura ‘cautelare’, in attesa della discussione di merito della vicenda. Per ora, quindi, resta l’ordine di rimuovere: “nr. 2 Croci in legno alte circa 2 m, con una avente anche il Cristo; nr. 13 statuine raffiguranti la passione Cristo alte circa 60 cm; nr. 2 inginocchiatoi in marmo; nr. 1 altare in marmo; nr. 11 lampioni poggiati sul terreno ed alimentati con pannello solare; nr. 3 ombrelloni chiusi in telo verde; nr. 1 cisterna posta a terra per accumulo d’acqua in materiale plastico autoricaricabile; nr. 1 capanna in legno con all’interno materiale religioso; piante in plastica per alloggiamento ombrelloni; – un numero non precisato sedie in plastica poggiate su una pedana in legno; – deposito materiale vario coperto da telo in plastica verde”. Il Comune ha contestato la trasformazione abusiva dell’area – che ha una destinazione agricola – in attività di culto, senza alcuna autorizzazione. L’associazione Madonna di Trevignano, presieduta dal marito della veggente e proprietaria del fondo su cui viene praticata l’attività di culto, ha impugnato il provvedimento al Tar chiedendone, nelle more del giudizio definitivo, la sospensione. Il Tar ha invece confermato il provvedimento con un’ordinanza nuovamente impugnata dal sodalizio in appello. Il Consiglio di Stato ha ritenuto corretta la valutazione del Comune e del Tar. I giudici di secondo grado hanno, infatti, condiviso l’orientamento giurisprudenziale in materia che tiene in equilibrio i vari interessi e diritti in ballo, tra cui la libertà di culto. In sintesi, i magistrati d’appello hanno spiegato che la trasformazione abusiva si realizza in presenza di attività edificatore e, se e in quanto, l’immobile trasformato diviene poi anche luogo frequentato periodicamente da numerose persone. Ed è questo il caso di Trevignano, per ammissione degli stessi ricorrenti, visto che il 3 di ogni mese, in occasione dei raduni pubblici in quell’area, si registra la presenza di numerosi seguaci. Dal Comune di Trevignano hanno fatto sapere che il termine concesso per la rimozione degli abusi e la sospensione dell’attività di culto “è scaduto il 27 agosto scorso e come accertato dalla Polizia Locale il provvedimento è rimasto inottemperato, non essendo state rimosse le attrezzature nei tempi consentiti ed essendosi, inoltre, il 3 agosto svolta la manifestazione di culto”. Poi hanno aggiunto: “come disposto dal provvedimento che il Consiglio di Stato ha confermato, accogliendo le richieste avanzate da questo Comune difeso dall’avvocato Gianluigi Pellegrino, ogni attività di culto è preclusa, le attrezzature verranno rimosse dal personale da noi incaricato e l’area è acquisita al patrimonio comunale”. La sindaca di Trevignano, Claudia Maciucchi, ha dichiarato al Corriere della Sera: “Abbiamo applicato la legge, assegnando all’associazione l’intero termine così come previsto dalla norma, stante però l’accertamento svolto dalla Polizia Locale di inottemperanza, siamo già in piena attività per dare seguito a quanto già confermato e disposto dal giudice”. Il tutto in attesa di vedere cosa accadrà martedì 3 settembre, quando su quel sito dovrebbe tenersi il raduno mensile.
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