(di Cesidio Vano) È stato arrestato oggi, a Roma, il ragazzo di 30 anni ritenuto responsabile della violenza sessuale consumata il 7 luglio scorso (leggi qui) sull’Isola di Ponza ai danni di una ragazza 16enne di nazionalità straniera.
L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, con applicazione di braccialetto elettronico è stata eseguita dai carabinieri della Compagnia di Formia, unitamente ai Carabinieri della Compagnia di Roma Trastevere. In manette è finito L.D.M., residente a Roma, classe 1994. La ragazza, come si ricorderà, si trovava sull’isola di Ponza con i genitori. Nel tardo pomeriggio di quel giorno sarebbe stata costretta, secondo le indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di Formia che sono state condivise integralmente dalla Procura della Repubblica di Cassino e dal GIP del medesimo Tribunale, a subire un rapporto sessuale all’interno di un appartamento locato dall’indagato, nonostante la minorenne avesse opposto una ferma resistenza. La vicenda, che all’epoca ebbe risonanza nazionale, finì anche al centro dell’intervento del consigliere del Consiglio superiore della Magistratura, Ernesto Carbone, (leggi qui) che chiese chiarimenti sui motivi per cui la procura di Cassino non avesse emesso a carico del giovane, da subito, provvedimenti restrittivi della libertà personale. A fomentare la vicenda, furono anche le foto postate sui social dal ragazzo dopo l’episodio di contestata violenza: mentre, libero, era ad un party con gli amici, come se nulla fosse successo, mentre la vittima era costretta a rivivere quei momenti per consentire gli accertamenti del caso. “Le indagini effettuate nell’immediatezza dalla Stazione Carabinieri di Ponza e coordinate dalla Sezione Operativa di Formia – spiegano dal comando dell’Arma – hanno permesso di raccogliere elementi atti a ricostruire quando denunciato dalla giovane vittima ed attribuirne la responsabilità all’uomo. All’esito di quando raccolto, refertato e compendiato alla competente Procura di Cassino è stata emessa nei confronti dell’uomo misura cautelare degli arresti domiciliari con contestuale applicazione del braccialetto elettronico, ricorrendo il pericolo concreto ed attuale che l’indagato reiteri le condotte delittuose analoghe a quelle commesse nei confronti della giovane vittima”. L’uomo, all’epoca dei fatti, era stato immediatamente allontanato dall’isola di Ponza a seguito di emissione di foglio di via obbligatorio, richiesto dai carabinieri, per la durata di anni tre.
