Lazio – Il Dimensionamento scolastico uccide i piccoli centri. Uncem avanza proposte alla Regione

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(di Dario Facci) Da anni si chiudono le scuole nei centri più piccoli perché il numero degli scolari è sempre più ridotto. Risultato? Lo spopolamento dei territori interni è sempre più accentuato e il sovraffollamento delle città, specialmente nelle loro periferie sempre più degradate, pure. L’andamento di questa dimensione della società civile italiana non va bene, non è saggio.

Uncem Lazio, il sindacato delle Unioni dei Comuni Montani e delle Comunità Montane, ha posto in primo piano questo problema che investe la maggior parte del Comuni del Lazio (e anche del resto d’Italia): il gigantismo nel dimensionamento scolastico che, in virtù del risparmio naviga in senso contrario alla Costituzione Italiana e priva sempre più Comuni della scuola, cioè del servizio basilare per qualsiasi comunità civile. L’organizzazione non si è limitata a denunciare il problema. Ha messo nero su bianco delle proposte che ha presentato alla Regione Lazio. Proposte operative, avvalorate da un apparato normativo esistente ma ignorato e dall’utilizzo delle nuove tecnologie. Il fine di è affrontare e risolvere il grave problema della desertificazione scolastica nei territori interni e del sovraffollamento delle scuole nelle città. “Uncem Lazio – afferma il presidente Achille Bellucci – chiede un confronto diretto con la Regione Lazio su queste problematiche e avanza la propria partecipazione al Tavolo Tecnico previsto sulla vasta problematica del Dimensionamento Scolastico. La nostra organizzazione – aggiunge Bellucci – ha prodotto proposte risolutive al riguardo e sostiene con forza i progetti in essere o realizzabili in una prospettiva imminente frutto del lavoro dei Comuni laziali. In particolare, nel documento indirizzato alla Regione Lazio, abbiamo avanzato esempi decisamente esplicativi. Uno dei riferimenti è alla Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), che impegna il territorio con risorse cospicue e favorisce una possibile loro rinascita sulla base di tre elementi, Sanità, Scuola, Trasporti. L’occasione per realizzare tali obiettivi nel Reatino, per esempio, è stata offerta dalla SNAI in un comprensorio di 30 Comuni, tra i quali quelli del cratere del terremoto di Amatrice, con un progetto di cui è Capofila il Comune di Petrella Salto. La strategia proposta dai territori, di cui è Capofila il Comune di Petrella Salto, mira, tra tanto altro, alla realizzazione della Scuola di Formazione della Filiera Forestale e Sviluppo Sostenibile. Altro esempio che ci appare chiarissimo, nel ripetere che l’utilizzo delle nuove tecnologie non può più essere ignorato – continua ancora il presidente Bellucci – è la possibilità per i Comuni sino a 5.000 abitanti di integrare all’insegnante prevalente, (22 ore settimanali nel Primo Ciclo di insegnamento) la DAD (Didattica a distanza). E che dire dell’Istituzione dei Centri Scolastici Digitali (art. 11 legge 221 del 2012). Si tratta di plessi scolastici – “funzionalmente legati alle istituzioni scolastiche di riferimento mediante l’utilizzo di nuove tecnologie” – che hanno l’obiettivo di assicurare pari opportunità formative e di socializzazione agli studenti che vivono in situazioni di isolamento geografico – isole minori come l’Arcipelago Ponziano, e piccoli comuni montani (254 nel Lazio) che in quanto tali fanno un’esperienza scolastica diversa dai loro coetanei che abitano in città o zone in cui vi è la presenza di diversi istituti superiori. All’uopo ricordiamo che Ponza e Ventotene saranno raggiunte nel 2025 dalla fibra a banda larga mediante un cavo sottomarino che partirà da Gaeta. Anche altre le proposte operative che vogliamo portare al Tavolo Tecnico regionale dove andremo a sottolineare, ancora una volta, che i piccoli Comuni sono la stragrande maggioranza, sono un valore enorme e rappresentano buona parte della ricchezza culturale, paesaggistica e umana della nostra nazione. Dobbiamo proteggere questo tesoro”.
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