Frosinone – La Cgil nel carcere ‘Pagliei’: “Situazione preoccupante tra carenze, sovraffolamento e temperature torride”

chiaro13
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La Cgil FP entra nel carcere di Frosinone per verificare le condizioni in cui versano i detenuti e il personale di polizia penitenziaria lì impiegato.

L’esito è molto preoccupante, viste le tante carenze che la delegazione sindacale ha riscontrato durante il sopralluogo. Carenze finite in una relazione di 10 pagine che è stata inviata ai vertici del Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) presso il Ministero della Giustizia, al Provveditorato Regionale del Lazio-Abruzzo e Molise e alla stessa Direttrice della Casa Circondariale “Giuseppe Pagliei” di Frosinone. La visita è stata effettuato lo scorso 2 agoto ai sensi dell’accordo nazionale quadro per il Comparto Polizia Penitenziaria. La delegazione della Cigl Funzione pubblica era composta dal Coordinatore regionale Pierluigi D’Acunzo, dal Dirigente territoriale Eugenio Salera e dal Segretario Generale territoriale Vittorio Simeone. La visita si è svolta alla presenza del Direttore dell’Istituto, Teresa Mascolo, e del Comandante della Polizia Penitenziaria, Noemi Gennari. UN QUADRO DESOLANTE Dalla visita è emersa una carenza di personale che sfiora il 30% “e ciò determina serie falle nel sistema di vigilanza all’interno del predetto Istituto carcerario – dicono dalla Cgil FP -, recentemente interessato da un suicidio e da un tentativo di rivolta”. Inoltre, la carenza di agenti di Polizia penitenziaria impedisce le necessarie attività alternative (studio, lavoro, attività ricreative e sociali) “che sono necessarie – annotano dalla sigla sindacale – ad una espiazione della pena non meramente afflittiva, ma finalizzata alla rieducazione del carcerato come prevede la nostra Costituzione all’art. 27”. Il caldo torrido di questi giorni, la carenza nei servizi infermieristici del carcere e la carenza d’igiene, poi, “impediscono trattamenti dignitosi per i condannati del Carcere di Frosinone, al pari purtroppo di quanto avviene in gran parte degli Istituti penitenziari italiani”. Dalla Cgil ricorda che “le condanne che la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo commina al nostro Paese, per violazione dell’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo secondo cui ‘nessuno può essere sottoposto a tortura o a pene o trattenenti inumani o degradanti’, non scuotono l’inerzia politica e burocratica dei nostri vertici nazionali. Gli investimenti di personale e mezzi negli Istituti penitenziari non sono più rinviabili”. Venendo poi alla situazione di affollamento del Carcere di Frosinone, questo è mediamente superiore alla capienza regolamentare prevista (617 detnuti presenti su 513 previsti) al pari di quanto avviene sull’intero territorio nazionale. “Le temperature torride di questi giorni – dicono dalla delegazione che visitato il carcere – acuiscono la sofferenza dei detenuti e della polizia penitenziaria che è costretta ad operare con turni di 16 ore consecutive”. Per questi motivi la Funzione Pubblica CGIL chiede, ai vertici burocratici ministeriali, “un intervento teso a ripristinare condizioni minime di sicurezza ed efficienza all’interno dell’Istituto carcerario di Frosinone”.
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