Da 1,50 centesimi a 2 euro. Corrono verso l’aumento i biglietti di Atac e Cotral. Il rincaro era stato già programmato per inizio luglio (se ne parla da un anno), poi, le pressioni politiche e il tentativo di trovare una soluzione che garantisse i conti e anche gli utenti del servizio ha fatto sì che tutto venisse rimandato al prosiamo settembre.
Un rincaro dle 25% sui ticket di viaggio, con i cittadini infuriati neri, nuocerebbe politicamente sia a Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, che a Francesco Rocca, governatore del Lazio. Quindi si temporeggia. Comune di Roma (proprietario Atac) e la Regione Lazio (proprietaria Cotral) stanno trattando in questi giorni sul da farsi. Informalmente si sono già incontrati due assessori interessati Eugenio Patanè per la capitale e Fabrizio Ghera per la Regione, il tentativo è quello di scongiurare il rincaro dei ticket. Servirebbero circa una ventina di milioni per sterilizzare il salasso, ma per ora non ci sono certezze di reperirli. Ad ogni modo, saltata la data di luglio e con agosto di ferie anche per la politica, la questione scivola a settembre. Il contratto firmato nel 2018 dalla Regione e in vigore fino al 2032 prevede per Metrebus Roma prevede che da questa estate il biglietto integrato a tempo (Bit) passi a 2 euro. Ma non è l’unico aumento: l’abbonamento mensile andrebbe a costare da 35 a 46,70 euro mentre quello annuale passerebbe da 250 a 350. Il governatore Rocca può bloccare il provvedimento con una delibera di giunta, indicando una nuova proposta e soprattutto stanziando i fondi mancanti. Il problema è che per evitare il rincaro, la Regione dovrebbe prendere i 22 milioni dal fondo nazionale dei trasporti. Ma la coperta è stretta e la disponibilità è terminata tanto per quest’anno quanto, presumibilmente, per i prossimi anni.
