Frosinone – Braccio di ferro tra Asl e Cisl Fp sulle autorizzazioni alla libera professione

chiaro13
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La Asl di Frosinone non autorizza la ‘libera professione’ ai dipendenti, la Cisl pronta asalire sulle barricate. Sono il segretario generale, Antonio Cuozzo, e il responsabile Sanità Pubblica, Vincenzo Gaetani, entrambi della Cisl FP di Frosinone a rendere pubblica la vicenda.

I due in una nota spiegano di aver chiesto ad aprile scorso ai vertici aziendali della Asl l’attuazione del regolamento relativo all’esercizio della libera professione, ma di non aver ricevuto risposta, tanto da aver inviato a giugno anche un sollecito, parimenti rimasto lettera morta. “Quanto sta avvenendo – dicono Cuozzo e Gaetani – è molto grave perché si impedisce ai lavoratori e alle lavoratrici di poter avere una crescita professionale attraverso importanti opportunità che si pongono e che sono costretti a declinare. È proprio per questo motivo che siamo tornati a chiedere risposte alla dirigenza Asl di Frosinone affinché ci dia le risposte che altre Aziende del Lazio (come quella di Roma 5 con attuazione del Regolamento a gennaio 2024 e Roma 6 con attuazione del Regolamento ad aprile 2024) hanno già ottemperato. Questo blocco è discriminatorio per un doppio motivo – aggiungono -, da una parte, come detto, si impedisce la crescita professionale dei dipendenti, dall’altro una mancata opportunità economica. Inoltre, è doveroso precisare come questa esclusività per il Personale del Comparto (Ruolo Sanitario, Tecnico ed Amministrativo) non è riconosciuta da alcuna indennità economica variabile come in altri casi. Infatti, alla dirigenza medica viene riconosciuta un’apposita indennità per l’esclusività professionale di circa 1.353,78 euro lorde, diversamente per i dipendenti del Comparto Sanità corrispondente ad euro zero”.
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