(di Cesidio Vano) Un gatto, due procure e un tribunale. La vicenda di ‘Cody’, gattino trovatello e ora scomparso, forse morto, tiene impegnata la giustizia italiana più di un maxi processo per mafia. Un’indagine è aperta a Roma, un’altra a Treviso dove si è anche celebrato un processo in tribunale.
Al centro dell’intreccio di fascicoli, denunce e indagini, c’è lui: Cody, un gattino che a novembre 2021 viene salvato dalla strada da una volontaria. È un cucciolo e non sta bene: ha le zampette bianche, il dorso grigio con le striature nere e un problema alla coda. La donna lo cura, viene vaccinato e microchippato e lui si ristabilisce: può essere affidato e la disponibilità a tenerlo arriva da Treviso, così Cody da Roma, a gennaio 2022, viene portato in Veneto dove la signora che lo ha curato lo affida con tanto di contratto scritto alla persona che si era detta disponibile a tenerlo con sé. Il contratto prevede che Cody non possa essere ceduto a terze persone e che non possa essere sottoposto ad interventi chirurgici senza l’approvazione della volontaria che lo cedeva. All’inizio, la storia sembra andare per il meglio: periodicamente la volontaria riceve foto e racconti sulla vita di Cody, poi ad un certo punto la persona che lo ha preso in affido si fa sentire sempre meno e dirada i rapporti. La volontaria chiede spiegazioni e l’affidataria le dice che vuole tenere il gatto, ma in quel momento non è più con lei e che comunque è stato operato perché non stava bene. Per la donna che lo aveva raccolto per strada è stato violato il contratto, si foga sui social e scrive – tra le altre cose – “Attenzione a mandare i gatti in Veneto”. La persona che lo ha in affidamento si offende – la diceria che in Veneto mangiano gatti ha fatto un’altra vittima! – e querela per diffamazione. Si mette in moto la macchina della giustizia e una prima procura indaga per quel reato. Ma soprattutto, bisogna capire che fine abbia fatto Cody. Succhi gastrici permettendo. La volontaria si rivolge ad un avvocato e denuncia la scomparsa del gatto. Indaga la procura di Treviso che è ancora oggi alla prese con le indagini preliminari. Nel frattempo, si chiude però il processo per diffamazione, con la remissione della querela. Ma nel corso di un’udienza, qualcuno ha affermato che Cody nel frattempo era morto! La volontaria non ci sta e torna alla carica: nuova denuncia, questa volta alla procura di Roma, che apre un doveroso fascicolo con ipotesi di reato: appropriazione indebita. Siamo a luglio 2024, e le indagini sono ancora in corso: non si sa che fine abbia fatto Cody. A Repubblica, che ha raccontato per prima questa storia, la volontaria ha dichiarato che, anche se è passato così tanto tempo, lei esige di sapere la verità “riguardo a quel povero gatto, il mio gatto, intestato a me regolarmente. Giustizia deve essere fatta e io ho bisogno di mettermi l’anima in pace e sapere se è morto”. Insomma: Giustizia per Cody!
