Hanno chiesto di poter essere interrogate dal magistrato inquirente le sette persone coinvolte nella vicenda dei falsi sinistri stradali e che si sarebbero ritrovate, loro malgrado, a rispondere dei reati di truffa e false certificazioni.
Nello specifico le sette persone coinvolte nell’inchiesta sostengono che i sodali dell’associazione a delinquere – associazione che avrebbe avuto sede nello studio del legale Andrea Dini morto suicida lo scorso luglio a Frosinone – avrebbero utilizzato a loro insaputa vecchie pratiche che le riguardavano ma che erano state chiuse, molti anni fa, con la liquidazione dei danni. Ebbene oggi, alla luce delle indagini avviate dalla polizia stradale su disposizione della procura, parrebbe che quelle vecchie pratiche sarebbero state “rispolverate” e utilizzate per poter produrre una nuova documentazione di sinistro stradale che doveva essere liquidato. Gli avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia, nominati di fiducia dagli indagati, hanno rilevato anche la contraffazione dei certificati medici. I loro assistiti, tra l’altro, hanno sostenuto di non essersi mai sottoposti a visita medico legale, quindi quei certificati prodotti alle assicurazioni sarebbero clamorosamente fasulli. Qualcuno utilizzando i loro nominativi aveva sottoscritto quelle certificazioni, dichiarando che gli utenti in questione a seguito di sinistri stradali avevano riportato danni fisici che dovevano essere risarciti. A detta degli indagati niente di più falso. A loro dire nessun specialista aveva richiesto loro di sottoporsi ad una visita medico legale. Né tantomeno avrebbero intascato del denaro per quei sinistri mai avvenuti. “Ritengo che tutto questo – ha dichiarato l’avvocato Alfredo Scaccia sia una questione da verificare proprio sulla formazione di tutto l’impianto fondato sulla richiesta risarcitoria”. Mar. Ming.
