(di Alessandro Iacobelli) Al Ferraris ricordi più amari che dolci in Serie A per il Frosinone. Una sconfitta, pesante, e un pareggio nei due precedenti in terra ligure per i gialloazzurri.
Correva l’anno 2016: 3 aprile, ore 15. Una tripletta di Suso, fantasioso mancino spagnolo con un trascorso pure nel Milan, e il timbro di Rigoni scrivono i titoli di coda e chiudono a chiave in un cassetto le residue speranze salvezza della truppa ciociara guidata all’epoca da Roberto Stellone. I rossoblu di Gasperini a fine campionato riusciranno a salvarsi senza particolari patemi a quota 46. I canarini invece saluteranno dopo un solo giro di valzer la massima serie chiudendo penultimi con 31 punti.
Seconda avventura: stagione 2018-2019. Genoa e Frosinone non si fanno male nella sfida del 3 marzo 2019. Sulle rispettive panchine si accomodano Cesare Prandelli e Marco Baroni. Il Grifone aveva iniziato l’annata con Ballardini al timone sostituito poi da Juric. Alla 15° giornata ecco il terzo cambio alla guida con l’arrivo dell’ex CT della Nazionale e mister della Fiorentina. Quel pomeriggio le emozioni latitano, soprattutto da parte di Ciano e compagni. Ci prova timidamente la truppa locale con qualche tiro dalla distanza (Bessa e Sanabria su punizione) o con confusionarie mischie in area di rigore. Nulla di fatto al triplice fischio. Il Genoa si salverà poi per il rotto della cuffia a quota 38 (in coabitazione con l’Empoli che però retrocederà a causa dei due scontri diretti persi con i liguri) grazie al punto guadagnato sul terreno dei viola. Sulla caduta in B dei ciociari abbiamo già ampiamente riferito… meglio dimenticare.
