(di Cesidio Vano) Altro che polveri sottili (che non mancano), l’aria di Roma è ‘inquinata’ anche da altra polvere: quella ‘bianca’. Le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria, infatti, hanno rilevato, oltre alle classiche Pm10 e Pm 2,5, pure particelle di cocaina, in elevata concentrazione. La zona della Capitale più ‘inquinata’ da cocaina è quella del quartiere Cinecittà, dove l’impianto di via Giuseppe Belloni, vicinissimo a viale Togliatti, ha conteggiato una concentrazione di ‘neve’ nell’aria due punti superiore a quella che è stata pur sempre misurata anche a Corso Francia e via Cipro.
A certificare questa situazione è uno studio svolto dal Cnr (il Consiglio nazionale delle ricerche), di cui ha dato notizia Il Messaggero. La dottoressa Catia Balducci. dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, ha chiarito anche che la percentuale della concentrazione di coca nell’aria non è alta e non c’è nessun rischio per la salute, almeno per il momento. Ma, ora che l’allarme è scattato, il VII Municipio si è già attivato per studiare un piano di riduzione degli effetti. Mentre molti residenti della zona di via Belloni, dove la centralina ha fatto registrare il record di droga nell’aria, hanno segnalato come in tanti “usano quella centralina come appoggio quando si drogano” e chiedono più sorveglianza e presenza di forze dell’ordine. Sulla scorta di quanto rilevato dallo studio del Cnr, si è mossa anche la politica che si divide tra chi torna a lanciare l’idea di un’ordinanza contro la ‘malamovida’ (come quella emanata lo scorso agosto – e scaduta ad ottobre – dal sindaco Gualtieri per limitare il fenomeno e che prevedeva nelle giornate di venerdì, sabato e domenica la chiusura anticipata dei minimarket) e chi, invece, pensa che i giovani abbiano già vissuto tutte le restrizioni della pandemia e propone una linea diversa: maggiore attenzione e collaborazione da parte dei residenti e forte impegno del nascente ‘osservatorio sulla legalità’, i cui componenti però non sono stati ancora nominati.
