Sora – “Parenti serpenti”: udienza nel 2025, incubo senza fine

Chiaro 12
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(Di Roberta Pugliesi) Sofferenze interminabili per una signora di Sora e le sue figlie. Fissata al 19 marzo 2025 l’udienza di comparizione predibattimentale presso il tribunale della Repubblica di Cassino in cui è imputato il nipote della donna per il reato di diffamazione, nell’ambito del procedimento più ampio che vede rinviati a giudizio il ragazzo e suo padre per stalking. La vicenda è finita tanti anni fa in un servizio del programma Le Iene.

“Nel corso della trasmissione – si legge nel decreto di citazione a giudizio – l’imputato offendeva la reputazione di A. C. e delle due figlie (…) sostenendo, tra le altre cose, relativamente alla stessa ed alle proprie figlie che “non hanno bisogno di uno psicologo… Hanno bisogno di uno psichiatra”, alludendo ad una malattia mentale o ad un possibile problema in tal senso”. La storia è quella di una famiglia di Sora da anni vittima di una gravissima vicenda giudiziaria ed umana, che li vede costretti a patire atti persecutori, ingiurie, diffamazioni e molestie commessi da alcuni parenti che vivono accanto alla loro abitazione. Segregati in casa, fotografati, registrati, disturbati con rumori insopportabili sono solo alcuni dei comportamenti perpetrati da questi parenti di fede religiosa diversa, aspetto questo alla base dei problemi. Il comportamento continua a provocare, oltre ad un intollerabile turbamento della quiete della famiglia, assistita dall’avvocato Massimiliano Contucci, anche una lesione della integrità psico-fisica della madre, già fortemente afflitta da diverse problematiche di salute, e delle figlie. Più volte si è cercato un dialogo per trovare una soluzione ma ne sono derivate solo minacce ed insulti. Con la fissazione dell’udienza a marzo 2025 in casa c’è amarezza, paura, rabbia: “Ma come è possibile che i tempi della giustizia siano questi? Ci stiamo facendo vecchi, le mie figlie stanno per diventare maggiorenni, ed ancora non abbiamo una nostra vita, privati della libertà e della spensieratezza . Ma in che mondo viviamo?”.

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