Trapianto di cuore artificiale, il primo intervento in Italia è stato eseguito al San Camillo Forlanini di Roma.

Un uomo di 46 anni aveva urgente bisogno di un trapianto di cuore, altrimenti sarebbe morto. Gli è stato donato un cuore artificiale di nuova generazione, del tutto biocompatibile, capace di modificare la frequenza del battito in base all’attività fisica.
Si tratta di un dispositivo ad alta tecnologia, che ha restituito la vita al paziente che altrimenti sarebbe morto in attesa di un trapianto.
L’equipe di Cardiochirurgia, fino a pochi mesi fa diretta dal prof. Francesco Musumeci, lo scorso giugno ha portato a termine il primo impianto in Italia dell’ultima evoluzione del Cuore Artificiale Totale. Il 46enne ha superato con successo la fase post operatoria e la prima tranche di controlli.
Una triste storia dal lieto fine. L’uomo affetto da cardiomiopatia dilatativa idiopatica, con grave disfunzione sia del ventricolo sinistro che del ventricolo destro e con un quadro clinico di scompenso cardiaco avanzato, viene ricoverato d’urgenza presso il Centro per lo scompenso Cardiaco Avanzato dell’Ospedale San Camillo. Nonostante le cure intensive non c’erano margini per un miglioramento, ed è stata posta indicazione al trapianto di cuore. Ecco sorgere però un grande problema, la grossa taglia dell’uomo (circa 120 kg e 190 cm di altezza) rendevano altamente improbabile che un cuore si rendesse disponibile in tempi brevi. Le dimensioni corporee sono uno dei tanti fattori da tenere in considerazione quando si studia la compatibilità tra organo e ricevente. È stato quindi disposto l’impianto di un Cuore Artificiale totale quale unica soluzione terapeutica per salvare la vita del paziente.
La Cardiochirurgia- Centro Trapianti di Cuore dell’Ospedale San Camillo da anni è uno dei Centri italiani con la maggiore esperienza nell’uso di sistemi di assistenza ventricolare meccanica in pazienti con scompenso cardiaco avanzato ed è il Centro di riferimento della Regione Lazio per il Trapianto di cuore e l’impianto di sistemi di assistenza meccanica al circolo. L’impianto del cuore artificiale totale è un’ importante e significativa dimostrazione dell’impegno, dell’organizzazione e dell’alto livello professionale raggiunto da tutto il team (chirurghi, cardiologi, anestesisti, psicologi, infermieri, fisioterapisti, tecnici, Amministrativi) coinvolto nel programma di trapianto di cuore ed assistenze meccaniche.
Il cuore artificiale totale di ultima generazione è caratterizzato da una superficie interamente biocompatibile, per cui non richiede terapia anticoagulante. La tecnologia di cui è dotato consente, inoltre, di modificare la frequenza di battito in base all’attività fisica del paziente. Il dispositivo rimane, ad oggi, un ponte al trapianto di cuore, il paziente potrà pertanto aspettare che un organo compatibile si renda disponibile. L’evoluzione tecnologica consentirà sicuramente in un futuro non lontano la messa a punto di organi artificiali che costituiranno una vera alternativa al trapianto di cuore.
Anna Ammanniti