Il caso del termovalorizzatore di Roma finisce in Parlamento. Il senatore Marco Silvestroni, di Fratelli d’Italia, ha infatti depositato poco prima di Natale un’interrogazione rivolta al Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, in merito alle modalità e procedure seguite dal Comune di Roma per l’appalto relativo alla realizzazione e gestione dell’impianto.
Nell’atto ispettivo, il senatore ricorda che a dicembre 2022 il sindaco si Roma Capitale, Roberto Gualtieri (Pd), ha adottato, in qualità di commissario straordinario di governo per il Giubileo 2025, una serie di ordinanze “relative all’approvazione del piano di gestione dei rifiuti di Roma capitale e dei relativi documenti previsti dalla valutazione ambientale strategica (VAS) e per le attività propedeutiche, volte alla realizzazione nel territorio di Roma capitale di un impianto di termovalorizzazione autorizzato con operazione R1, di capacità di trattamento pari a 600.000 tonnellate all’anno di rifiuti”. È stato avviato quindi l’iter per giungere alla pubblicazione del bando di gara con finanza di progetto “per l’affidamento in concessione della progettazione, autorizzazione all’esercizio, costruzione e gestione del polo impiantistico” relativo all’impianto di termovalorizzazione. Come noto il valore complessivo stimato della concessione sarebbe di circa 7,4 miliardi di euro per la durata totale della concessione di 33 anni e 5 mesi e l’impianto dovrebbe entrare in funzione nel2027. “Se così fosse – osserva il senatore -, l’emergenza rifiuti, legata al massiccio afflusso di turisti e di pellegrini nel 2025, anno giubilare, sarebbe definitivamente conclusa. Pertanto potrebbe esserci una violazione di legge (…), poiché la finalità propria della norma è quella della gestione dei rifiuti del periodo giubilare e l’esercizio del potere del commissario terminerebbe con l’avvio del termovalorizzatore, nel febbraio 2027, quindi, se così fosse, non risulterebbe esserci una correlazione effettiva fra il Giubileo e la realizzazione del progetto”. L’avviso pubblico prevede inoltre che Roma Capitale “erogherà un contributo pari al 49 per cento dei costi dell’investimento massimo e comunque non superiore a 40 milioni di euro, da intendersi a copertura delle sole opere ancillari all’impianto di trattamento termico”, ma “basandosi sulla relazione tecnica dell’avviso capitolino – si legge nell’interrogazione -, il quale prevede anche un impianto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica di processo; l’impianto potrebbe raggiungere i 334 milioni e 542 milioni di euro (compreso l’impianto di stoccaggio dell’anidride carbonica, valutato in 56,4 milioni di euro) e potrebbe verificarsi un aumento dei costi da parte dell’amministrazione; altresì, l’impianto per catturare e stoccare quasi il 90 per cento di anidride carbonica proveniente dal termovalorizzatore pare essere attuato su scala europea in fase sperimentale, quindi potrebbe essere di complicata gestione”. Il dubbi del senatore di Fdi si moltiplicano: “il termovalorizzatore, per essere veramente efficace, dovrebbe essere localizzato in prossimità di Roma Capitale, così come accade nelle città europee, a circa 5 chilometri, e non ad oltre 21; il luogo individuato dal commissario sarebbe quello della località di Santa Palomba e andrebbe ad interessare i comuni di Albano, Ariccia, Ardea e Pomezia, e in generale i comuni riconducibili alla zona dei Castelli romani. L’eccessiva distanza dal centro di Roma potrebbe comportare un incremento del traffico su una rete stradale già congestionata, la via Ardeatina, a causa del conseguente transito dei mezzi pesanti adibiti al trasporto dei rifiuti, nonché avere una ricaduta sull’utilizzazione delle risorse del territorio; il sito, inoltre, è attraversato da importanti falde acquifere provenienti dai Castelli romani e dai laghi di Albano e di Nemi e i lavori dovuti alla realizzazione delle strutture edili per la costruzione dell’impianto potrebbero impattare sul terreno, sottoponendo la falda a rischi di inquinamento” da qui anche il malcontento delle amministrazioni locali interessate. A fronte di tutto ciò, allora, il senatore Silvestroni, chiede di di sapere: “ se si intenda verificare la legittimità dell’iter normativo delle procedure avviate da Roma Capitale nell’esplicitazione dell’affidamento della concessione, la non violazione dei poteri speciali conferiti al commissario straordinario del Governo e se la loro attuazione sia circoscritta e coincidente con il perimetro dettato dalla norma; quali misure si intenda adottare per gli eventuali rischi per la salute pubblica, ambientale e dei territori interessati, valutando la possibilità di intraprendere procedure alternative e quali misure si voglia mettere in atto per verificare l’eventuale attuazione e relativa gestione del progetto; se la realizzazione dell’impianto così conosciuto possa essere uno strumento valido ed efficace, al fine di affrontare le problematiche derivanti da un massiccio afflusso di persone, previsto per il Giubileo 2025, in tema di smaltimento di rifiuti”. Cesidio Vano
