Frosinone – Pronto Soccorso, cinque giorni su una barella per poi disporre il trasferimento a Sora

Sara Pacitto
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Il racconto di una famiglia di Roma, alloggiata a Frosinone per qualche giorno, che, trovandosi ad avere necessità di ricorrere al Pronto Soccorso dell’ospedale “Fabrizio Spaziani”, ha patito una triste esperienza. Si tratta di una donna 89enne che ha accusato un malore per cui è stato richiesto l’intervento della Guardia Medica, immediatamente accorsa si compiacciono i familiari.

Il dottore, giunto a visita a domicilio, ha consigliato il trasporto dell’anziana presso l’UOC del Pronto Soccorso di Frosinone, fornendo i parenti della ricetta su cui veniva indicata una prima anamnesi e le eventuali prescrizioni necessarie, in particolar modo a livello cardiaco. Già all’arrivo presso il Pronto Soccorso dello Spaziani la famiglia si è trovata davanti uno “scenario surreale”: tantissime le persone che attendevano la prestazione, troppe per lo spazio a disposizione; gente che si lamentava e chiedeva assistenza; familiari che inveivano e pretendevano la giusta attenzione; proteste con toni minacciosi. Da lì a poco sono intervenute le forze dell’ordine. Forse in virtù della prescrizione della Guardia Medica, dopo sole tre ore di attesa, la donna 89enne è entrata in Pronto Soccorso: a seguito dei primi accertamenti, è stato comunicato alla famiglia che era necessario trattenere la paziente, “per controlli approfonditi”. Dal giorno successivo, lunedì, la situazione si è complicata: i familiari non possono entrare, è impossibile parlare con un medico, si possono avere informazioni dalle 08:00 alle 14:00 presso uno sportello la cui operatrice riferisce espressamente sugli esami che visualizza sul terminale, non sapendo se e quando verrà disposto eventuale ricovero. La figlia della signora racconta la personale esperienza «L’esasperazione di medici ed operatori sanitari è palpabile quanto la stanchezza. Solidarietà a loro, il cui lavoro viene sicuramente compromesso dalle numerose difficoltà tecnico/logistiche/burocratiche cui devono fronteggiare. Immagino la causa stia nella mancanza di personale e di posti letto nei rispettivi reparti». Dentro le stanze e lungo tutto il corridoio del Pronto Soccorso ci sono barelle, una di seguito all’altra, con pazienti sopra: chi lamenta dolore, chi chiede di bere o mangiare, chi deve andare in bagno. Gente che soffre. Nella mattinata del giovedì successivo, la figlia della donna 89enne viene informata da una conoscente che la madre, dopo cinque giorni, sarebbe stata trasferita presso una struttura sanitaria convenzionata a Sora. «Nessuno di noi parenti è stato interpellato e tantomeno abbiamo mai espresso la disponibilità ad un trasferimento», specificano i parenti dell’anziana. “Versamento pleurico bilaterale con scompenso cardiaco”, questa la diagnosi: alle ore 10:30 del quinto giorno non risultava ancora che la signora fosse stata sottoposta a visita cardiologica. A tal punto la figlia ha firmato le dimissioni, chiamando un’ambulanza privata per portare, nel pomeriggio, la madre presso il presidio ospedaliero “Santo Spirito in Sassia” a Roma. E’ possibile che ci siano così tanti problemi? La retorica della domanda si ferma dinanzi la dignità: la dignità di persone che stanno male, costrette ad attese estenuanti. Nelle stesse giornata un’altra vicenda (con documentazione fotografica in possesso) riguarda una donna di 75 anni posteggiata per diversi giorni davanti una porta a maniglioni, dove gli operatori entravano ed uscivano, proprio frontalmente il punto in cui i fruitori chiedevano info e potevano vederla dal vetro. La stessa signora ha “ottenuto” di essere visitata da un cardiologo alle ore 00:15 circa del terzo giorno su una barella, per cui immediatamente dopo è stata dimessa, all’una di notte! Solamente lo 31 agosto Angelo Fratelli, 70anni, residente a Castro dei Volsci, è deceduto dopo una degenza di quattro giorni presso il Pronto Soccorso dello Spaziani. Lo scorso 19 febbraio a perdere la vita è Rosa Tagliaferri, una 71enne di Torrice, morta dopo qualche ora nel Pronto Soccorso di Frosinone. Del resto le difficoltà dell’Azienda Sanitaria sono note, la ASL è consapevole che “le strutture sono congestionate ed il poco personale presente, che butta l’anima, non ce la fa a rispondere a tutte le esigenze degli utenti”. Problematiche che accomunano un po’ tutti i presidi ospedalieri, non solo della nostra provincia o regione bensì dell’Italia intera. Forse, proprio in virtù di queste difficoltà, non si trovano medici disposti a lavorare nei Pronto Soccorso. Considerato come sono costretti a lavorare i Pronto Soccorso di tutta la penisola, gli specialisti si tengono ben lontani da questa “mission” e dal carico di impegno fisico, professionale ed umano che ne conviene. Anche l’UOC di Pronto Soccorso dell’ospedale “Spaziani” di Frosinone è sotto organico “di più della metà”, conferma la Direzione Sanitaria a TG24.info, ma certamente non per volontà della ASL. Un’altra rilevante evidenza sono gli accessi impropri di persone che si rivolgono al Pronto Soccorso quando potrebbero essere curate dalla medicina territoriale. Proprio qualche settimana addietro l’Azienda Sanitaria ha diramato una nota/appello in tal senso. Sara Pacitto
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