Massacrato di botte dal branco per aver difeso la sua fidanzata. E’ quanto accaduto lo scorso aprile davanti ad un bar della provincia.
La vittima, un 38enne, si trovava in compagnia della fidanzata quando ad un certo punto tre persone, che erano scese da una macchina, avevano iniziato a fare apprezzamenti poco edificanti nei confronti della ragazza. Il trentottenne, molto adirato da quel comportamento così maleducato e scorretto, aveva fatto notare che quella che stavano importunando era la sua fidanzata e quindi conveniva loro di puntare gli occhi altrove. Ma questi ultimi, per tutta risposta, avevano continuato a molestare la ragazza dicendole che lei, così bella, poteva veramente meritare di più. Sono stati per la giovane momenti molto imbarazzanti perché, nonostante non avesse proferito parola, non sapeva più cosa dire e dove guardare. A quel punto però l’operaio molto spazientito da quella condotta si era alzato dal tavolo ed avvicinandosi ai tre li aveva invitati ad andarsene perché stavano diventando davvero poco opportuni. Loro non stavano corteggiando una ragazza, ma la stavano molestando pesantemente e questo non lo poteva proprio accettare. Ma il branco invece di defilarsi gli si era avventato contro prendendolo a calci e pugni. Il terzetto si è fermato soltanto quando lo hanno visto per terra esamine. A causa delle numerose fratture riportate nel pestaggio, l’uomo è stato costretto a ricorrere alle cure ospedaliere. I medici che lo hanno sottoposto a tutte le cure del caso hanno stilato una prognosi di 25 giorni. Non appena l’uomo è stato di nuovo in grado di camminare si è recato presso lo studio dell’avvocato Claudia Mancini ed ha fatto scattare la denuncia per lesioni personali in concorso. A conclusione delle indagini tre persone sono finite sotto processo. La prossima settimana gli imputati che sono finiti alla sbarra con decreto di citazione diretta a giudizio dovranno comparire in aula. A loro dire si sarebbero soltanto difesi da quell’uomo che aveva reagito in quel modo per motivi legati alla gelosia. Mar Ming,
